AgricolturaColline Metallifere

La biodiversità in Maremma: al via il rilancio della Tenuta Le Piane

La durata prevista per il completamento del progetto è di cinque anni

Si è svolta oggi, presso la Tenuta Il Cicalino, azienda agricola entrata nel gruppo all’inizio del 2020 e votata alle produzioni olivicole (circa 27mila piante ad alta produttività – varietà Moraiolo, Pendolino, Leccino e Frantoio) e all’attività agrituristica con un’offerta medio/alta (con presenze medie di 16 mila ospiti/anno), la presentazione del piano di rilancio della Tenuta Le Piane, entrata nel perimetro aziendale a fine 2020 dopo che il Gruppo BF Spa si è aggiudicato il bando dell’Unione di Comuni montana Colline Metallifere.

Presenti all’evento il presidente e l’amministratore delegato di BF Spa, Michele Pisante e Federico Vecchioni, l’assessore regionale a agroalimentare, caccia, pesca e aree interne e vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, l’assessore ad attività produttive, economia, credito, turismo e lavoro della Regione Toscana, Leonardo Marras, il presidente di Farchioni Olii Spa, Pompeo Farchioni, il presidente di Fondazione Capellino, Pier Giovanni Capellino, il presidente della Provincia di Grosseto, Francesco Limatola, il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine, il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi, il presidente di Ismea, Angelo Frascarelli, il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, il Comandante dei Carabinieri Forestali Toscana Marina Marinelli.

La Tenuta Le Piane è caratterizzata da una superficie di circa 1000 ettari – di cui circa 800 boschivi e 110 di seminativo e il restante pascolo – che vede la presenza di circa 200 capi di razza bovina Maremmana. A partire da queste peculiarità, è stato ideato un progetto che prevede diversi ambiti di intervento, integrati e sinergici, che vedranno tutte le realtà del Gruppo BF Spa impegnate nella sua valorizzazione, con l’obiettivo di fare della Tenuta Le Piane un esempio a livello nazionale di economia circolare sostenibile.

Creazione di un polo di allevamento per la tutela e valorizzazione della razza bovino Maremmana allo stato brado

Il progetto dedicato alla tutela e alla valorizzazione della razza bovino Maremmana rappresenta uno degli interventi cardine del complesso degli investimenti che verranno eseguiti presso la Tenuta. Ricopre questo importante ruolo per due aspetti: la promozione di una razza dalla storia millenaria e la valorizzazione dei terreni dedicati al pascolo che hanno caratteristiche non adeguate a produzioni agricole.

La mandria, oggi formata da circa 200 esemplari, è caratterizzata da un tasso di consanguineità tra i più bassi riscontrati nella totalità dei soggetti allevati in Italia e ha quindi peculiarità morfologiche ancestrali.

Il piano prevede, attraverso una rigida applicazione dei principi dell’allevamento biologico allo stato brado e la valorizzazione del benessere animale, l’incremento della mandria in circa 3 anni portandola dagli attuali 200 a circa 300 unità, garantendo quindi la sostenibilità economica del progetto. A tal proposito è in via di sviluppo un centro aziendale dedicato che avrà l’obiettivo di migliorare l’intervento dei tecnici qualora ci fossero bisogni legati alla cura e alla gestione della mandria (come, ad esempio, per il controllo delle nascite), ma anche per la creazione di aree protette anti – predazione per assistere le vacche durante il parto e migliorare quindi la convivenza tra grandi predatori e l’allevamento. Al momento sono stati avviati gli interventi necessari alla realizzazione del centro aziendale, i cui lavori inizieranno a fine estate con una previsione di conclusione per i primi mesi del 2023.

Il nuovo centro aziendale sarà anche il cuore per la diffusione e il rilancio di una delle figure storiche della tradizione maremmana, e cioè quella del buttero, che coniuga competenze e professionalità fondamentali nella gestione di un patrimonio, storico, ma anche economico, come quella di una mandria allo stato brado. A questo proposito sono già stati organizzati, a scopo formativo, eventi con alcune classi delle scuole elementari di Massa Marittima, oltre ad incontri con importanti associazioni italiane, tra cui Slow Food.

Grande attenzione verrà data anche alla fase del macello, eseguita in piccoli gruppi senza stalla di sosta, garantendo inoltre al consumatore il controllo e la tracciabilità del prodotto all’interno della filiera corta.

La valorizzazione del bosco

Il recupero del bosco, la sua valorizzazione e il suo mantenimento rappresentano la parte del progetto che unisce le comunità che vivono l’area circostante alla tenuta e i principi di crescita sociale ed economica. Il bosco riportato alla sua originaria importanza torna ad essere fondamentale sia per la qualità della vita degli abitanti dell’area adiacente sia in qualità di polo d’attrazione per le attività economiche. Lo stato attuale del bosco, che ha una certificazione Sfc, necessitava innanzitutto di riavviare le attività di manutenzione ordinaria – già in fase avanzata – recuperando anche quelle degli anni durante i quali non sono state eseguite. BF Spa ha fin da subito avviato l’iter per l’ottenimento della certificazione Pefc – attestato rilasciato ai proprietari forestali virtuosi che garantisce una gestione responsabile e sostenibile – ed è attualmente in attesa di ricevere il certificato.

Con l’attivazione del sistema di certificazione sarà possibile quantificare la CO2 risparmiata dando un valore economico al servizio ecosistemico offerto; procedura questa di grande importanza per il Gruppo BF per l’ottenimento dei cosiddetti crediti di carbonio.

La certificazione Pefc sarà molto importante per lo sviluppo della componente turistica della Tenuta Le Piane. Permetterà infatti di offrire percorsi di Forest Bathing, un’attività nata in Giappone e che si sta diffondendo in Europa e che vede l’immersione sensoriale del singolo in un ambiente, il bosco, che diventa fonte di benessere e salute.

Una volta ottenuta la certificazione, verranno individuati, in un’area di circa 40 ettari, 7 percorsi con caratteristiche differenti per soddisfare le diverse esigenze di salute. Per completare la vocazione turistica del bosco verrà eseguita una nuova viabilità forestale (carrabile e sentieristica) e acquistati nuovi mezzi e attrezzature con assetto forestale per le attività e i lavori quotidiani.

Valorizzazione aree marginali

Il Gruppo BF Spa, con le sue realtà agricole Bonifiche Ferraresi e BF Agricola e i suoi 11.000 ettari di Sau di proprietà, rappresenta il più importante gruppo agroindustriale a livello nazionale; leadership consolidata anche attraverso l’interazione tra le sue realtà produttive e Ibf Servizi, società del Gruppo che si occupa della diffusione delle pratiche di precision farming (agricoltura di precisione) e che già oggi gestisce per conto di clienti oltre 100 mila ettari in Italia. Il know how di BF spa verrà utilizzato per avviare sugli oltre 150 ettari di aree marginali (adiacenti al bosco) produzioni agricole sinergiche all’area boschiva. In particolare, l’area vedrà su circa 83 ettari la produzione dei foraggi per la mandria (oltre il 75% della dieta degli animali sarà prodotta direttamente in loco); una superficie di circa 7 ettari verrà dedicata all’uliveto (Moraiolo, Pendolino, Leccino e Frantoio), circa 3 ettari verranno dedicati alla produzione di erbe officinali, in particolare timo e rosmarino. Una parte della superficie, circa 2 ettari, è già stata destinata a colture non food, come ad esempio il cardo, utile per la produzione ad esempio di bioplastiche.

Un capitolo a parte va dedicato allo sviluppo del settore apistico. In un progetto che al centro ha la difesa e la valorizzazione della biodiversità, le api rappresentano il motore dell’evoluzione. Date le caratteristiche pedologiche dell’area, la produzione del miele vedrà le essenze di erica, castagno, millefiori, edera e corbezzolo. I primi investimenti che il Gruppo ha avviato sono stati finalizzati all’acquisto graduale di arnie. L’obiettivo è quello di raggiungere un numero di 100 arnie e una produzione di circa 20 quintali/anno di miele.

Tutti gli ettari vedranno produzioni biologiche certificate e l’applicazione delle più avanzate tecnologie di agricoltura di precisione – grazie all’attività di IBF Servizi (società del Gruppo BF leader in precision farming) – come previsto in tutte le aziende del Gruppo BF.

L’attività ricettiva in sinergia con la Tenuta Il Cicalino

Tutte le diverse aree di intervento del Progetto Crescita e Comunità saranno funzionali a creare un nuovo polo di ricettività che andrà a completare l’offerta turistica della Tenuta Il Cicalino con una capacità ricettiva di circa 50 ospiti.  A tal proposito il piano prevede interventi di riqualificazione di alcuni stabili presenti all’interno della proprietà che andranno a incrementare la ricettività della Tenuta Il Cicalino che già oggi fa registrare un numero medio di ospiti/anno di circa 16000 presenze. Entro l’anno partiranno infatti i lavori di ristrutturazione dei fabbricati San Giulio e San Giuseppe, il primo, conclusi i lavori, avrà una ricettività di 12 posti letto, mentre il secondo costituirà un punto ristoro. Inoltre, nell’area adiacente, saranno realizzati una quarantina di Mobile Houses (case mobili) per offrire ai turisti un’esperienza unica nel suo genere. Un turismo caratterizzato da una presenza internazionale, responsabile, sostenibile, adatto a ristabilire un benessere psicofisico grazie all’immersione in un contesto naturale unico come quello della Maremma. Sport (trekking, cicloturismo, equitazione, ecc), cultura, tradizioni ed esperienze educative all’aria aperta, il mix che garantirà l’incremento dell’attrattività dell’intera Maremma.

Il progetto Le Piane esprime concretamente la vocazione del gruppo BF nel recupero e nella valorizzazione di aree paesaggistiche di pregio. La Maremma toscana è inserita nel piano di investimenti del progetto industriale già dall’integrazione con la Tenuta il Cicalino per il comparto olivicolo e l’ospitalità rurale – ha dichiarato Federico Vecchioni, amministratore delegato di BF Spa che ha proseguito –. Non escludiamo di poter crescere ulteriormente sia nel settore zootecnico delle razze autoctone come la Maremmana e di consolidare il comparto ricettivo in Maremma anche con alleanze con grandi gruppi operanti nel turismo internazionale. La biodiversità per BF non è un obiettivo ideologico, ma il risultato di una modalità di gestione responsabile e capace di coniugare l’innovazione con il rispetto della natura”.

“L’esperienza di Bonifiche Ferraresi per la sua importanza e complessità rappresenta in Toscana una realtà molto importante. Di sicuro va nella direzione che la Regione auspica e per la quale sta lavorando, per un’agricoltura che crei sviluppo, crescita, lavoro, rispetto per l’ambiente – ha dichiarato l’assessore regionale Stefania Saccardi -. La direzione in cui stiamo lavorando possiamo sintetizzarla in una parola: sostenibilità. E’ questa l’unica cifra in cui è possibile lavorare, quella che coniuga la tradizione, cioè i valori a cui facciamo riferimento, con l’innovazione, indispensabile chiave per affrontare le sfide che abbiamo di fronte, dai cambiamenti climatici a un’agricoltura che sia motore del rispetto dell’ambiente e della sopravvivenza del nostro pianeta”.

“Celebriamo oggi – ha detto l’assessore alle attività produttive e turismo Leonardo Marras – il compimento di un investimento che ha visto la partecipazione pubblico-privato, se non unico, sicuramente molto raro in Italia e quindi molto positivo per il nostro territorio. Le aziende sono organismi viventi e come tali hanno la necessità non solo di camminare con le proprie gambe, questo grazie alla bravura di imprenditori capaci di guardare la loro creatura anche dall’esterno, ma anche di essere biodiversità. Dico che c’è una biodiversità anche nel mondo produttivo e, in agricoltura soprattutto, abbiamo bisogno di più tipi di biodiversità, ovvero anche di grandi imprese. Il gruppo BF indica una biodiversità molto utile sia per il mondo del lavoro sia perché può guidare più processi, da quelli per un’agricoltura sostenibile, alla tutela del paesaggio, allo sviluppo del turismo, alla crescita del territorio. La Pubblica Amministrazione deve fare certo la sua parte, rapportandosi a queste realtà preziose con costanza. Come Regione forse ci siamo riusciti“.

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