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Coding e robotica: il pensiero computazionale sbarca nella scuola media

I laboratori permettono di sviluppare competenze

Coding e robotica sono entrati ormai nelle aule della scuola “Bugiani” dell’Istituto comprensivo “Leopoldo II di Lorena” di Follonica, grazie a docenti formati che li hanno introdotti nei loro percorsi didattici.

Il coding viene presentato fin dal primo anno con il programma Scratch, ideato dai ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology. Il programma permette di comprendere il linguaggio della programmazione con semplici blocchi “parlanti”. Gli alunni e le alunne creano così delle animazioni per lo story telling, programmi interattivi o anche dei semplici giochi.

Successivamente Scratch viene utilizzato per programmare piccoli robot che potranno essere costruiti con i kit della linea Lego educational: i Lego Spike Prime. Le ragazze e i ragazzi stanno imparando ad usare questo linguaggio che permetterà loro di dialogare con un robot, un computer o uno smartphone e, perché no, anche con un drone Tello. L’uso della tecnologia e di nuovi strumenti per la didattica rafforza il pensiero computazionale dei ragazzi e delle ragazze, portando l’offerta formativa della scuola “Arrigo Bugiani” in linea con le disposizioni ministeriali ed europee.

Grazie ai finanziamenti europei ottenuti con la partecipazione al bando per la creazione del laboratorio Steam, la scuola ha potuto acquistare droni, una stampante 3D, i kit di robotica e altre strumentazioni di ultima generazione, che permetteranno di sviluppare competenze utili per il mondo del lavoro che si sta rapidamente evolvendo.

I Lego robots ogni volta vengono sempre accolti positivamente in classe: l’apprendimento è pratico, intuitivo, ma soprattutto inclusivo. Il lavoro è sviluppato in attività laboratoriali di gruppo, dove tutti collaborano ed acquisiscono competenze utili per il futuro.

«Il futuro che ci aspetta non può che essere tecnologico perché ogni evoluzione, scoperta e ricerca viene fatta soprattutto usando la tecnologia – dichiarano le insegnanti –. Questo lo sa bene la scuola secondaria di primo grado “Arrigo Bugiani”, che è sempre pronta a cogliere l’innovazione che magari permetterà alle sue alunne e ai suoi alunni, in un futuro non troppo lontano, di diventare i novelli Mark Zuckerberg o Steve Jobs».

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