Agricoltura: le aziende dell’Amiata puntano sull’innovazione per rilanciare il settore

Dopo un lavoro durato alcuni mesi, con incontri con molte aziende del territorio, si è chiuso il bando regionale per la presentazione di progetti strategici volti all’aumento della produttività e della sostenibilità in agricoltura, che ha visto un’importante partecipazione delle aziende dell’Amiata, segno della vitalità e della voglia di mettersi in gioco e di rinnovarsi di tutto il comparto.

Strutturato secondo la formula dei gruppi operativi, che prevedono l’affiancamento delle aziende agricole a enti di ricerca, pubblici e/o privati, e a soggetti che operino il trasferimento tecnologico e la formazione, lo studio delle proposte progettuali ha trovato, nelle realtà territoriali, i principali attori e promotori delle proposte.

Il Certema scrl, polo tecnologico di Grosseto e riferimento del territorio per l’innovazione, è stato il motore di questo processo, che ha visto le associazioni dell’Amiata (Castagna del Monte Amiata Igp, Genomamiata, Consorzio Olio di Seggiano Dop, Consorzio Forestale dell’Amiata) e lo studio Agricis di Sasso d’Ombrone lavorare insieme ai principali centri di ricerca della Toscana e del Lazio (Università di Firenze – Dispa, Università di Pisa Disaa-a, CNR-IBBA di Pisa, ISIS Leopoldo II Lorena di Grosseto (CRISBA), PIN Soc. Cons. A.r.l. – Servizi didattici e scientifici per l’Università di Firenze, Consorzio Interuniversitario Nazionale per  la scienza e la tecnologia dei materiali di Firenze – Istim, Università della Tuscia – Dafne, Università della Tuscia – Dibaf, Next Technology Tecnotessile di Prato), nella definizione e messa a punto delle molteplici progettualità presentate.

E’ stata un’esperienza estremamente interessante – ha commentato il direttore del Certema, Stefano Petrella, che dimostra come il Certema sia, sempre di più, un punto di riferimento territoriale per l’innovazione e il trasferimento tecnologico in tutti gli ambiti produttivi”.

Le proposte di innovazione si sono concentrate su cinque temi principali: la conservazione e valorizzazione della biodiversità, lo sviluppo di nuovi prodotti agroalimentari a forte connotazione territoriale, l’aumento di produttività e redditività delle aziende agricole, la raccolta e il riutilizzo degli scarti di produzione anche in settori diversi da quello agricolo, lo studio e l’apertura di nuovi mercati; ed hanno interessato i settori della castagna (Forecast e Castambien), dei prodotti tradizionali (Agreno), delle attività forestali (Bioactam), dell’allevamento e del caseario (Formaggi di Razza).

Non meno importanti saranno le attività di formazione e divulgazione collegate ai cinque progetti. Curate dalle agenzie formative: Coop Heimat, Cia Toscana, Centro Studi di Firenze, Cipa – At di Grosseto e Toscana Formazione; in caso di approvazione, promuoveranno la conoscenza e la diffusione dei risultati acquisiti permettendo alle imprese di trarre vantaggio dalle innovazioni studiate e attirando nuovi investimenti.

Il bando Ps Go – afferma Lorenzo Fazzi, presidente dell’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata Igp – ha rappresentato una prova importante di cooperazione e collaborazione tra le realtà territoriali, che dimostra come l’integrazione trasversale tra le attività dell’Amiata sia terreno fertile per lo sviluppo e l’innovazione in campo agroalimentare”.

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