La procreazione medicalmente assistita è una rete anche nella tecnologia

E’ in programma domani, la prima videoconferenza che metterà in comunicazione tutte le sedi e gli operatori della PMA (Procreazione medicalmente assistita) della Asl Toscana sud est.

Si tratta di uno strumento che consentirà agli addetti ai lavori di tutta l’Azienda di interagire con il Centro PMA di III livello dell’ospedale di Cortona. Obiettivo: ottimizzare l’efficienza e l’efficacia della presa in carico delle coppie e del percorso per loro indicato. Inoltre la videoconferenza permetterà un’implementazione del lavoro multidisciplinare e della qualità dei servizi erogati all’interno della stessa Rete, ottimizzando i tempi e le risorse coinvolte. Nella videoconferenza di domani, la prima con cadenza mensile, l’ordine del giorno riguarderà una rassegna dei risultati raggiunti, i nuovi obiettivi e le necessità organizzative.

“Questo strumento è molto importante perché ci permette di agire come una vera rete orizzontale dove tutti gli operatori, indipendentemente da dove si trovino, sono in contatto continuo sia visuale che uditivo – spiega Luca Mencaglia, direttore della PMAQuesto tipo di organizzazione pone la Rete PMA della Asl Toscana sud est come punto di riferimento sia a livello regionale che nazionale. Altre regioni, come la Liguria, stanno cercando di applicare il nostro modello. In pratica, tutti i nostri centri sono in grado di condividere, discutere e proporre terapie e trattamenti e gli operatori si muovono per seguire le coppie prese in carico attraverso tutto il percorso terapeutico”.
Nell’ambito della Rete aziendale, sono tra 1500 e 1800 le coppie incontrate in un anno dagli operatori della PMA: di queste, 600 vengono prese in carico. Per il 65% si tratta di coppie provenienti da fuori Toscana, soprattutto Umbria, Lazio e Marche.

La Rete aziendale dispone attualmente di un hub a Cortona a cui fanno riferimento gli altri Centri PMA della Asl (Siena e Grosseto) e altri sei ambulatori (Arezzo, Bibbiena, Montevarchi, Campostaggia, Nottola e Sansepolcro) che permettono di portare la conoscenza della infertilità su tutta l’area vasta. E’ la prima rete pubblica sulla PMA funzionante a livello nazionale. Per questo, ha un notevole appeal anche fuori regione.

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