Pubblicato il: 20 Luglio 2015 alle 20:10

Economia

Prima assemblea generale di Confindustria Toscana Sud

«Dateci un paese normale e vi faremo vedere di cosa siamo capaci». Queste sono le parole con cui Andrea Fabianelli apre la prima assemblea pubblica del Presidente di Confindustria Toscana Sud. Un grido di allarme lanciato verso le istituzioni pubbliche perché permettano a questo paese di crescere e svilupparsi ancora. All’interno del centro congressi e fiere di Arezzo si è tenuta la prima assemblea delle tre delegazioni di Siena, Arezzo e Grosseto unite, dopo la fusione, per presentare i bilanci e fare il punto di quanto fatto sino ad ora. Presente tra i relatori anche il presidente della delegazione di Grosseto, Mario Salvestroni che ha concentrato il proprio intervento sull’elevata fiscalità a cui sono sottoposti gli imprenditori italiani.

«L’imposizione fiscale, in Italia, ha raggiunto un livello al di sopra della ragionevolezza – commenta Mario Salvestroni, presidente della delegazione grossetana di Confindustria Toscana Sud –. Questo rappresenta un laccio insopportabile, un ostacolo allo sviluppo economico. Oggi per gli imprenditori è difficile anche solo conoscere il livello di tassazione che devono pagare. La Banca Mondiale ha valutato il Total Tax Rate italiano ben oltre il 65%, tenendo conto oltretutto dei settori produttivi a tassazione agevolata. Pertanto questo dato non è completamente rappresentativo. Oggi molte imprese subiscono un’imposizione fiscale superiore al 90%, e questo crea un ostacolo insormontabile allo sviluppo economico».

«L’unico risultato ottenuto – conclude Salvestroni – è stato quello di proteggere il gettito fiscale, mentre nessuna attenzione si è prestata alla conservazione dei beni economici. Nonostante siano aumentati sia la pressione fiscale che il gettito fiscale, la spesa dello Stato ha continuato a salire fino a 127 miliardi in due anni. Siamo giunti ben oltre la curva di accettazione al disopra della quale aumentando ulteriormente l’aliquota cala il gettito, ottenendo alla fine un effetto contrario a quello ricercato».

Confindustria Toscana Sud rappresenta, oggi, oltre 1500 aziende che danno lavoro e reddito a oltre 40mila collaboratori e contribuiscono alla crescita di un territorio pari ad oltre metà della regione. Ha un tessuto industriale vario e diversificato, con molte eccellenze e diversi distretti d’importanza nazionale che hanno ancora forti potenziali di crescita. Con oltre ventuno miliardi di euro Arezzo, Grosseto e Siena contribuiscono per oltre il 20% al Prodotto interno lordo regionale e al valore aggiunto industriale e dei servizi, quasi al 23% delle costruzioni.

Toscana Sud contribuisce, inoltre, all’export regionale per oltre il 25%, con circa 8 miliardi di euro ed una crescita, rispetto al 2013, del 6,3% al netto dell’andamento negativo del settore orafo. Determinante, in questo settore, il ruolo trainante ricoperto dalle delegazione senese (che coinvolge 400 aziende e circa 13500 operatori): in primis il vino del Chianti (che nel 2014 ha fatto segnare un +25,9%), seguito da vicino dal settore farmaceutico (+20,6%), e dal comparto dei mobili di Poggibonsi e Sinalunga (+20,7%).

Tag
Mostra di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Pulsante Torna su