Economia

Commercio, Filcams Cgil: “Con accordo ponte 350 euro medi a gennaio e a marzo”

"Da aprile 30 euro al mese, poi nuovo contratto"

Filcams Cgil – categoria che tutela i lavoratori di servizi e commercio – ha tenuto nei giorni scorsi un attivo provinciale con il nuovo segretario generale Pierpaolo Micci. Attivo al quale, in rappresentanza dei colleghi di lavoro, hanno partecipato i delegati sindacali di Unicoop Tirreno, Fabio Merli, Riccardo Panerati e Debora Rocchiccioli, di Coop Amiatina, Sergio Ginanneschi, di Unieuro, Silvia Cucchi, di Pittarosso, Linda Martino, e di Lidl, Nazario Lapi.

«L’incontro, teso a mettere a fuoco gli elementi cruciali per la trattativa in corso rispetto al rinnovo del contratto collettivo nazionale “terziario, servizi e distribuzione”, è servito – sottolinea Pierpaolo Micci -, a me in veste di neosegretario e ai delegati, per definire i prossimi passaggi del confronto di merito. Avendo chiaro che in questo momento è importante soprattutto mantenere la coesione sociale all’interno del mondo del lavoro e garantire la difesa del potere d’acquisto delle famiglie. In questo senso, considerato il triennio drammaticamente condizionato dal Covid e dalla guerra in Ucraina, è stato condiviso che va tenuta alta l’attenzione anche su aspetti relativi a contrasto al dumping nomico e normativo, nesso tra innovazione ed incrementi di produttività del sistema dei servizi ed innovazione ed incrementi di produttività complessiva del sistema-Paese».

Questi contenuti sono stati oggetto di un “accordo ponte” sottoscritto lo scorso 12 dicembre insieme alle organizzazioni datoriali di commercio e grande distribuzione, cooperativa e non, con l’obiettivo di garantire ai lavoratori un’integrazione economica alle retribuzioni per il periodo di trattativa compreso tra la scadenza del vecchio contratto è la definizione di quello nuovo.

«L’accordo ponte – spiega Micciprevede due tipi di intervento, con il versamento ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione dell’accordo di una “una tantum” media lorda di 350 euro, corrispondente a un IV livello, riparametrata sui diversi livelli d’inquadramento per quadri e addetti alla vendita. Che sarà suddivisa in due tranche con le buste paga di gennaio e marzo 2023. A partire dall’aprile dell’anno prossimo, poi, in attesa della chiusura dell’accordo sul contratto a livello retributivo e poi normativo, saranno corrisposti mediamente 30 euro lordi di aumento, anche in questo caso parametrati a seconda dei livelli di inquadramento. Questo accordo, infine, sarà applicabile a tutti i lavoratori del commercio, anche ah quelli dipendenti di aziende non rappresentate dalle associazioni datoriali firmatarie»

Gli importi saranno erogati pro quota in rapporto ai mesi di anzianità di servizio maturata durante li periodo 2020 – 2022. Non saranno conteggiati ai fini dell’anzianità periodi di servizio militare, aspettative non retribuite, nonché tutti i periodi in cui non ci sia stata retribuzione a norma di legge e di contratto. Sono computati, a mero titolo esemplificativo, congedo di maternità, congedi parentali e periodi di sospensione e/o riduzione dell’orario di lavoro per la fruizione degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.

«Questo accordo – conclude Micciè anche il frutto di un lavoro impegnativo svolto dai nostri delegati nei luoghi di lavoro, per il quale li ringrazio. Oltre alla parte di recupero economico relativa agli effetti dell’inflazione, infatti, tutti loro hanno messo in risalto la necessità di norme a tutela del rispetto dei tempi di vita e di lavoro, oltre che delle differenze di genere. Fornendo un prezioso contributo ai livelli superiori di responsabilità sindacale nell’attualizzazione del contratto collettivo nazionale di lavoro alle reali condizioni di lavoro degli addetti nella grande e media distribuzione organizzata di natura cooperativa e privata».

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