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Verso le Regionali, Casalini: “Ecco il mio impegno per i disabili e le loro famiglie”

Matteo Renzi nel 2016 dichiarava: ‘Ci sono genitori che sperano che i loro figli muoiano prima di loro. Ma nel caso di queste madri e di questi padri non si può certo parlare di egoismo o di un desiderio contro natura. Si tratta infatti di genitori di figli con disabilità grave che, dopo averli accuditi con amore, cura e pazienza infinita per tutta la vita, trascorrono i loro ultimi anni a tormentarsi intorno a un’unica domanda: ‘Dopo di noi, come faranno?’. Oggi, anno 2020, la risposta a questa domanda c’è ed è stato grazie alla sensibilità dei Governi Renzi e Gentiloni nei confronti dei temi sociali e dei diritti delle persone che, anche su questo specifico fronte, in Italia è stato possibile approvare una legge che ha reso il nostro Paese più giusto, più civile, più solidale”.

A dichiararlo è Piera Casalini, candidata di Italia Viva alle prossime elezioni regionali.

“E la legge sul ‘Dopo di noi’, attesa da circa 20 anni, è uno dei tasselli fondamentali nel percorso che ha fatto guadagnare alla XVII legislatura il titolo di ‘legislatura dei diritti’ – continua la candidata. Care amiche e cari amici Io da sempre porto avanti con tenacia e umanità la cultura del sociale sul mio territorio, Orbetello, la costa d’argento della Maremma, ed oggi da candidata alle Regionali per Italia Viva sono orgogliosa che proprio il mio territorio ospiti il progetto ‘Il futuro siamo noi’, finanziato dalla Regione Toscana proprio ai sensi della Legge 112/2016 sul Durante e Dopo di Noi. ‘Il futuro siamo noi’ è un progetto che è iniziato nel 2018 ed è stato inizialmente rivolto a circa 35 utenti disabili adulti in condizioni medio-gravi in carico ai servizi territoriali della Ausl Toscana sudest, è realizzato in partenariato con l’associazione ‘Oltre lo sguardo’ Onlus di Roma e con Co&so -‘Giocolare’ cooperativa sociale di Pontassieve, entrambe con lunga esperienza nella gestione di progetti sul dopo di noi“.

“Le azioni previste dal progetto sono – spiega Piera Casalini -:

  • cicli di giornate e weekend fuori casa per la realizzazione di attività abilitative diurne, propedeutiche alla fase residenziale, finalizzate allo sviluppo dell’autonomia, in particolare nelle operazioni di igiene personale, preparazione dei pasti (dalla spesa alla cottura) e cura degli spazi;
  • azione di cohousing per un periodo di 180 giorni per un gruppo di massimo 5 persone. E’ prevista l’assistenza di educatori ed operatori, sia durante il giorno che per la notte. I beneficiari si dovranno occupare della propria persona, della pulizia dell’ambiente, della preparazione dei pasti;
  • accompagnamento e sostegno ai familiari nei percorsi verso il dopo di noi attraverso la realizzazione di incontri su tutto il territorio zonale con operatori, educatori Asl, psicologi, psichiatri, ecc., sia della Ausl che dei soggetti partner;
  • azioni di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la deistituzionalizzazione verso soluzioni e condizioni abitative, quanto più possibile, proprie dell’ambiente familiare.

In parole povere: sperimentare sul campo cosa significhi gestire il proprio tempo, condividere esperienze quotidiane con altre persone, rendersi sempre più autonomi dalla famiglia“.

“Sono orgogliosa di aver potuto incontrare le ragazze e i ragazzi che si stanno sperimentando nell’ultimo step del progetto: il cohousing. Infatti, a partire da febbraio 2020 è operativo ad Orbetello, in via Mura di Levante, l’appartamento i cui ragazze/i si sperimenteranno, affiancati da operatori specializzati, nel cohousing. Grazie all’ex Governo Renzi Gentiloni, alla Regione Toscana e al Comune di Orbetello, capofila dei Comuni delle Colline dell’Albegna, il progetto è unico nella zona – termina il comunicato -. Con passione ed umiltà dedicherò il mio impegno politico all’ascolto dei bisogno delle famiglie al fine di rafforzare l’alleanza e la fiducia tra le istituzioni locali e i familiari delle persone disabili“.

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