Pubblicato il: 14 Settembre 2019 alle 14:39

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Pediatria, il Pci lancia la petizione: “Stop ai tagli dei servizi”

"Riteniamo che questa situazione sia inaccettabile ed abbiamo intrapreso un percorso di denuncia e sostegno"

Il caso della pediatria è emblematico e rappresenta il frutto di una politica sempre più spinta ad applicare condizioni di mercato anche a servizi essenziali come la salute“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Luciano Fedeli, segretario del Psi della Federazione di Grosseto, e Lorenzo Pozzo, coordinatore del Pci dell’area delle Colline Metallifere.

“Su questo argomento non vogliamo stare a guardare quello che fa la direzione aziendale, che lancia rassicurazioni alle quali non crediamo più – continua la nota -. La pediatria ha potuto contare su servizi garantiti prima da un dirigente medico ospedaliero assegnato alla zona. Andato in pensione non è mai stato sostituito. Si è quindi passati ad un’assistenza territoriale che oggi non viene potenziata, nonostante molte sollecitazioni di utenti e politica, ma ridotta. Chi ha bisogno di prestazioni, anche le più semplici, come la sutura per piccole ferite o indagini diagnostiche, è costretto a rivolgersi a Grosseto“.

“Riteniamo che questa situazione sia inaccettabile ed abbiamo intrapreso un percorso di denuncia e sostegno, invitando in primo luogo il Comune di Massa a muoversi, coinvolgendo i Comuni limitrofi e la Regione Toscana – prosegue il Pci -. Abbiamo redatto una petizione online e su carta per raccogliere firme finalizzate ad impedire l’operazione dell’azienda che vuole coinvolgere tutti i cittadini e tutte le forze politiche territoriali, perché riteniamo che l’assistenza in generale, e soprattutto oggi quella ai bambini, non possa fare i conti con ideologie o altro ma sia un patrimonio che deve vedere tutti uniti in una battaglia di civiltà. Invitiamo tutti a lavorare per organizzare una manifestazione pubblica, pacifica ma determinata di fronte al presidio di Massa che non è cosa di proprietà di manager ASL ma patrimonio di questo territorio. Stesse attenzioni devono rivolgersi a numerosi altri servizi, come quello di chirurgia, dove dal 2017 è stato lanciato l’allarme di ridimensionamento. Il nostro partito denunciò il piano di riorganizzazione, che prevedeva l’eliminazione della chirurgia h24 approvato dalla conferenza dei sindaci e dalla Regione“.

“La lista civica ha messo in evidenza in più occasioni il pensionamento di due chirurghi nel 2019 chiedendo garanzie per fare continuità al servizio – continua il comunicato -. Oggi apprendiamo che il concorso per il reperimento di 2 nuovi chirurghi sarà fatto nel 2020, forse a marzo. Questo significa che per le nuove assunzioni andremo a finire, se non vi sono intoppi, a settembre – ottobre 2020 e nel frattempo le attività saranno dimensionate sulla base delle risorse umane disponibili con una riduzione naturale delle prestazioni. È questa l’ennesima prova di come, al di là degli annunci e delle rassicurazioni, la realtà sia altra cosa e come di fatto si proceda ad una riduzione delle prestazioni in termini di quantità e qualità in ambito sanitario. Dopo avere vissuto una stagione che ha visto tagli nei posti letto, nessun investimento nei servizi territoriali, smantellamento del sistema di welfare, tagli al personale medico, infermieristico e privatizzazioni di molte prestazioni, con quello che si profila all’orizzonte non si possono certo dormire sonni tranquilli“.

“Non è finita qui perché tra non molto lo stesso problema della chirurgia vi sarà per la radiologia, dove sono previsti ulteriori pensionamenti ed anche in questo caso l’azienda si attiverà non prima del pensionamento, ma dopo per avere realizzato un ulteriore risparmio economico costringendo l’utenza a trovare in altri presidi o nel privato risposte ai bisogni di salute, per poi tagliare i servizi perché non richiesti dai cittadini. Le amministrazioni intanto resteranno a guardare come hanno fatto sino ad oggi? Speriamo di no. Crediamo sia giunto il momento di intraprendere una nuova stagione di forte mobilitazione politica e popolare superando, almeno per temi come la sanità, le barriere ideologiche e che metta come punto centrale il cittadino e il diritto alla salute. Il Pci per questo è presente e farà la sua battaglia ed auspica che anche altre forze politiche, le associazioni, i cittadini vogliano intraprendere questa strada per evitare lo smantellamento del sistema pubblico e dei presidi di assistenza perché la salute è un bene comune fondamentale – termina la nota -. Chi resta fermo a guardare senza impegnarsi ha già perso e si rende in qualche modo complice di chi sta compiendo scelte che avranno ricadute negative sul futuro di tutti”.

La petizione è disponibile online all’indirizzo http://chng.it/Yp76ymQFCd

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