Pubblicato il: 5 Aprile 2019 alle 14:19

Politica

“Tolleranza zero”: al via la petizione della Lega per il ripristino della legalità

In questo fine settimana – afferma Susanna Ceccardi, coordinatrice della Lega Toscana -, in oltre 120 gazebo collocati in tutta la Toscana, i cittadini potranno firmare per chiedere alla Regione e ai Comuni della Toscana di mettere al centro della propria azione amministrativa il ripristino della legalità e del rispetto delle regole, sostenendo dal basso l’operato del Ministro Matteo Salvini“.

“È necessario che la Regione e le istituzioni locali, per quanto di loro competenza, a partire dalle piccole cose, come il pagamento del biglietto sui mezzi pubblici per arrivare fino allo sgombero dei campi rom o delle occupazioni abusive, agiscano in modo tale da far capire a tutti, cittadini italiani e soprattutto cittadini stranieri, che il rispetto delle basilari regole di convivenza civile torna ad essere centrale nelle città toscane. La nostra pazienza e quella di tanti cittadini perbene è finita e per tale motivo – sottolinea Ceccardi il nostro gruppo consiliare in Regione ha predisposto un’apposita proposta di Legge che focalizza la sua attenzione su questi temi, chiedendo a gran voce l’attuazione della strategia ‘Tolleranza zero’ in Toscana, incentivando i primi cittadini della Toscana ad emulare il sindaco Rudolph Giuliani di New York, o più semplicemente tanti bravi Primi cittadini leghisti”.

Auspico, quindi – conclude Susanna Ceccardi, che i cittadini toscani capiscano l’importanza della nostra iniziativa e vengano in massa ai nostri gazebo per sottoscrivere il nostro appello che mira a mettere al centro la legalità ed a rendere pienamente vivibili le nostre città“.

Tolleranza zero – afferma Andrea Ulmi, segretario provinciale della Lega –, ovvero una visione diversa dal buonismo ipocrita della sinistra. Se prenderemo la Toscana nel 2020, l’amministrazione di centrodestra di Grosseto è pronta a recepire il cambiamento. La gazebata di questo fine settimana misurerà questa voglia di cambiamento. Se ce l’hanno fatta a New York ce la possiamo fare anche noi“.

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