Nuovo percorso nascita in Toscana: app per le future mamme e test per le gravidanze a rischio

Dal primo marzo, in concomitanza con l’avvio del nuovo protocollo regionale per la gravidanza fisiologica, le donne che scoprono di essere in stato interessante hanno a disposizione uno strumento digitale per accompagnarle durante le fasi del percorso nascita, dalla gravidanza fino a tutto il primo anno di vita del bambino, con indicazioni e informazioni per facilitare l’accesso e la fruizione dei servizi offerti dal Servizio sanitario della Regione Toscana.

E’ la nuova applicazione mobile hAPPyMamma, realizzata per conto della Regione Toscana dal Laboratorio management e sanità dell’Istituto di management della Scuola Sant’Anna di Pisa, che ha supportato il sistema sanitario regionale nell’utilizzare una tecnologia di uso comune (smartphone e app) per aggiungere valore, a beneficio dell’utente e delle stesse organizzazioni sanitarie.

Dopo una fase pilota e sperimentale nell’Azienda Toscana Nord Ovest, hAPPyMamma è stata estesa a tutto il territorio regionale. L’applicazione mobile, disponibile nella versione Android e iOS, è scaricabile gratis ed è utilizzabile anche online come web app.

L’app, che presenta contenuti in più lingue, si prefigge il duplice intento di rafforzare anche la consapevolezza delle donne nell’affrontare le fasi del percorso nascita e di favorire un loro miglior orientamento all’offerta assistenziale, semplificando la modalità di fruizione di servizi come la prenotazione delle prestazioni previste dal protocollo della gravidanza fisiologica. hAPPyMamma fornisce anche il libretto della gravidanza in formato digitale, integrato con il calendario dell’applicazione che mostra le scadenze che deve seguire la donna lungo il percorso nascita e ricorda gli appuntamenti grazie al promemoria.

Scaricando l’applicazione è possibile accedere subito, senza registrazione, a informazioni accurate fornite dal personale sanitario e a indicazioni su dove trovare le strutture (consultori e punti nascita) di riferimento, con indirizzi, contatti e servizi e relativi orari. Con il ritiro del libretto gravidanza presso i consultori, vengono attivate funzionalità personalizzate a cui si può accedere tramite Spid o tessera sanitaria attivata, come l’agenda personalizzata con visite/esami della gravidanza e calendario vaccinale, informazioni personali sulla gravidanza con monitoraggio del peso, il libretto gravidanza digitale.

L’aspetto innovativo, rispetto alle molteplici app già scaricabili, è che si configura come un nuovo servizio del sistema sanitario regionale. È pensata e realizzata grazie alla collaborazione tra ricercatori esperti di management sanitario e valutazione dei servizi con i professionisti del percorso nascita, coniugando l’attenzione ai bisogni dell’utenza, la competenza professionale e l’obiettivo di migliorare la qualità assistenziale.

Il test combinato e il test Nipt

La diagnosi di anomalie cromosomiche come la trisomia 21, detta anche sindrome di Down, è possibile solo con i test invasivi villocentesi o amniocentesi eseguite con l’introduzione di un ago sottile nell’ambiente uterino attraverso l’addome materno. I test di screening, come il test combinato e il test Nipt (Non Invasive Prenatal Testing), permettono di individuare le gravidanze a più alto rischio di anomalie cromosomiche in maniera più accurata rispetto alla sola età materna, diminuendo in tal modo il ricorso inappropriato ai test diagnostici invasivi. Il test combinato è previsto nell’allegato 10B del Dpcm 12/21/2017, ma ancora non è entrato in vigore a livello nazionale. Il test Nipt non è attualmente offerto in Italia nell’ambito di alcun programma strutturato regionale.

Il test combinato viene eseguito nel primo trimestre di gravidanza e consiste nell’esecuzione di un prelievo di sangue e di un’ecografia. Tramite il test sul sangue viene effettuato il dosaggio di due sostanze prodotte dalla placenta, la PAPP-A e la free-beta-hCG. L’ecografia comprende alcune misurazioni del feto, per accertare l’epoca di gravidanza, e la misurazione dello spessore della translucenza nucale che è una raccolta fluida dietro la nuca del feto, di solito aumentata nella Sindrome di Down. I risultati dell’ecografia, insieme a quelli del prelievo di sangue, vengono combinati con l’età materna, mediante un software che calcola il rischio specifico per quella gravidanza di avere un bambino con sindrome di Down o trisomia 21, Sindrome di Edwards o trisomia 18 e Sindrome di Patau o trisomia 13. Il test combinato non è un test diagnostico, ma è in grado di identificare circa il 90% dei feti con Sindrome di Down. Come tutti i test di screening presenta una percentuale di falsi positivi e di falsi negativi.

Dal 2007 in Toscana, con la delibere GR n. 147 e n. 284 e sulla base di alcuni pareri del Consiglio sanitario regionale (n. 40/2006 e n. 35/2007), sono state per la prima volta approvate specifiche indicazioni in merito all’effettuazione in gravidanza dei test di valutazione del rischio di anomalie cromosomiche, con lo scopo di offrire alle gestanti una indicazione più appropriata rispetto alla sola eta materna avanzata per l’accesso alla diagnosi prenatale invasiva. Inoltre, era stata riconosciuta l’opportunità che la rivelazione della translucenza nucale venisse eseguita da operatori esperti accreditati presso la Fetal medicine foundation di Londra (Fmf) al fine di garantire uniformità nella rilevazione dei parametri ecografici, standardizzare le modalità di calcolo statistico del rischio ed ottenere un costante controllo di qualità. Con la Delibera di G.R. 284/2007 si è provveduto quindi anche a finanziare un programma formativo destinato agli specialisti in ginecologia e ostetricia operanti nelle Aziende sanitarie toscane.

Malgrado il test combinato fosse offerto finora con una quota di partecipazione alla spesa per il dosaggio ematico dai dati CeDAP (Certificato assistenza al parto), emerge che il 75% delle donne che hanno partorito nel 2017 hanno effettuato questo screening. I servizi regionali sono quindi preparati ad offrire a tutte le gestanti il test (che con il nuovo aggiornamento del protocollo regionale è stato inserito nel libretto ed è diventato gratuito) e possono contare su operatori già accreditati FMF.

L’altro test disponibile è l’analisi del Dna fetale nel sangue materno comunemente indicato come test Nipt. Il Nipt è un test capace di individuare, con una accuratezza molto elevata, gravidanze a rischio per le anomalie dei cromosomi 21, 18, 13 e dei cromosomi sessuali. Non è un test diagnostico, ma è in grado infatti di identificare circa il 99% dei feti con Sindrome di Down. Come tutti i test di screening ha una percentuale di falsi positivi e di falsi negativi. Il test Nipt valuta solo il rischio di aneuploidia dei cromosomi 21, 18 e 13 e dei cromosomi sessuali e non dà informazioni su nessun’altra malattia genetica o cromosomica. Il test si esegue a partire da un prelievo di sangue della mamma dal quale viene separato il cosiddetto Dna libero circolante.

In una donna in gravidanza il Dna circolante è composto dal 90% circa di Dna di origine materna e dal 10% circa da Dna di origine fetale, la cosiddetta “frazione fetale”. Affinché il risultato del test sia attendibile, è importante che nel campione analizzato il Dna fetale rappresenti almeno il 4%. Di solito questa quantità è presente, se questo non accadesse è necessario procedere ad un secondo prelievo.

Il test Nipt si può eseguire solo nelle gravidanze iniziate come singole. Il prelievo può essere effettuato a partire dalla fine della decima settima di gravidanza. Il Dna circolante viene quindi analizzato attraverso tecnologie di ultima generazione che permettono di eseguire una stima del numero dei cromosomi 21, 18 13 e dei cromosomi sessuali. I possibili risultati ottenibili dal Nipt sono di basso o alto rischio per le anomalie dei cromosomi studiati. In meno dell’1% dei casi non è possibile ottenere un risultato conclusivo. Nel caso di alto rischio, come anche nel caso in cui si ripeta il risultato di una scarsa frazione fetale, è indicato eseguire una consulenza genetica o una consulenza presso un centro di diagnosi prenatale. Nel caso di alto rischio la conferma diagnostica può avvenire solo tramite un test diagnostico invasivo.

In Toscana la donna che in gravidanza ha eseguito il test combinato si troverà di fronte a tre possibili percorsi. Nel caso di un referto di alto rischio, cioè minore o uguale a 1/300, la donna viene indirizzata alla diagnosi prenatale invasiva. Con un referto di basso rischio, cioè maggiore di 1/300, è stata individuata una casistica di donne a cui offrire la possibilità di effettuare il test Nipt. Si tratta delle gestanti che hanno un referto di rischio compreso tra 1/300 e 1/1000. Per queste gestanti è prevista la possibilità di pagare solo una quota di partecipazione alla spesa (200 euro) e non la tariffa intera (400 euro). Inoltre, per queste gestanti è prevista l’esenzione totale se rientrano in alcune categorie (esempio disoccupazione, mobilità, indigenza vd esenzioni E02, E90, E91, E92, E93 – vd (DGR 233/2019).

L’offerta del test combinato e del test Nipt è importante che risponda a criteri di qualità. In Toscana nell’eseguire il test combinato occorre far riferimento a criteri di qualità definiti a livello internazionale. L’ecografia per la misurazione della translucenza nucale viene eseguita da operatori accreditati con la Fetal medicine Foundation di Londra e il software per il calcolo del rischio è utilizzato in modo uniforme in tutto il territorio regionale. Inoltre, per quanto riguarda il test Nipt sul Dna fetale, la certificazione di qualità è europea e garantita sull’intero processo dalla raccolta del campione di sangue fino all’interpretazione del dato che viene analizzato dalla Sod Diagnostica genetica dell’Aou Careggi.

Le future mamme potranno effettuare il prelievo per entrambi i test in una serie di centri del Servizio sanitario regionale distribuiti su tutto il territorio, in ciascuno dei quali ogni donna ha a sua disposizione un professionista del percorso nascita al quale fare riferimento per ottenere tutte le informazioni utili per sottoporsi ai test di screening e diagnosi prenatali più indicati alla propria gravidanza e rispondere ad eventuali domande.

La Sod Diagnostica genetica dell’Aou Careggi, in seguito all’attuazione del progetto finanziato dalla Regione nel 2013 (‘Ottimizzazione e validazione di un test di screening per la diagnosi prenatale non invasiva delle aneuploidie cromosomiche’), dal 2015 ha offerto il test Nipt all’interno di un percorso ospedaliero, e nel 2017 ha attuato un sistema con certificazione (CE-IVD) dell’intero processo (dalla raccolta del prelievo di sangue della gestante fino alla produzione, analisi ed interpretazione del dato). I test Nipt sono stati eseguiti in numero crescente dai 900 circa del 2015 ai 1400 nel 2018. Dal 1 marzo il test Nipt sarà erogato e garantito, nell’ambito del Servizio sanitario regionale, dalla Sod Diagnostica genetica dell’Aou Careggi, all’interno del percorso nascita, dopo l’esecuzione del test combinato e in categorie selezionate, al fine di ridurre ulteriormente l’accesso inappropriato agli esami diagnostici invasivi.

Il commento di Leonardo Marras

“Si tratta di novità importantissime per il nostro sistema sanitario e per le famiglie toscane che stanno vivendo o vivranno una gravidanza. Voglio sottolineare, con orgoglio, che tra i promotori del nuovo percorso nascita ci sono anche il nostro dottor Enrico Colosi e la struttura dell’Asl Toscana sud est – dichiara Leonardo Marras, commentando la notizia data questa mattina dall’assessore regionale alla salute –. Un grande passo in avanti che avvicina ancora di più la sanità ai cittadini con servizi di qualità e con cui la Toscana si conferma apripista nazionale nelle politiche della salute”.

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