Pubblicato il: 16 Luglio 2020 alle 13:27

Costa d'argentoPolitica

Piano strutturale, il Pd: “Cartografie errate, si rischia di ingessare il territorio”

Gli strumenti urbanistici vigenti, approvati dalla giunta Di Vincenzo nel 2011 contenente pezzi dell’attuale maggioranza, hanno modellato le politiche urbanistiche secondo il criterio della costruzione continua di nuove abitazioni che per lo più oggi sono rimaste invendute od addirittura non sono terminate; basti pensare all’intervento dell’ex ospedale ed a pezzi interi del Piano integrato di Neghelli”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Mauro Barbini, segretario del Pd di Orbetello.

“Gli strumenti urbanistici vecchi, così come quelli di nuova formazione, trascuravano e trascurano gli aspetti fondamentali dell’edilizia conservativa e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente – spiega Barbini -. In tal senso, per esempio, per quasi un decennio, cioè dal 2011, data di approvazione del regolamento urbanistico vigente, intere porzioni del territorio aperto e del territorio urbanizzato sono state escluse dalla possibilità di realizzazione degli ampliamenti del Piano casa della Regione Toscana a causa di una errata classificazione delle pericolosità geomorfologiche del territorio e delle pericolosità idrauliche. Lo strumento di nuova formazione ricalca questo errore e rischia di ingessare nuovamente il territorio per i prossimi 10 anni, così come ha fatto lo strumento vecchio, è infatti facile verificare che parte del territorio aperto e del territorio urbanizzato nonostante siano stati declassificati a pericolosità geomorfologica media rimangono classificati come pericolosità di frana elevata. Questo impedirà una serie cospicua di interventi per i privati sia sul patrimonio edilizio esistente che su quello di nuova realizzazione”.

“Riteniamo che il vero volano economico dell’edilizia sia appunto quello legato all’edilizia che riqualifica e rigenera il patrimonio consolidato, in tal senso riteniamo che sia doveroso da parte dell’amministrazione sollecitare il gruppo di lavoro dei tecnici per correggere queste discrasie rivolgendosi all’autorità di bacino per concordare una modifica delle cartografie delle pericolosità geomorfologiche – termina Barbini -. Se così non sarà anche la giunta Casamenti avrà il triste primato di aver prodotto uno strumento urbanistico che impedirà le possibilità dettate dagli strumenti nazionali e regionali“.

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