Pubblicato il: 7 Giugno 2019 alle 14:40

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Sgombero via Giordania, Pd e lista Mascagni: “Ennesimo pasticcio del Comune, adottata soluzione tampone”

I consiglieri comunali del Partito democratico e della lista Mascagni sindaco intervengono sulla vicenda

Questa mattina si è tenuta una seduta eccezionale del Consiglio comunale, convocato in via d’urgenza in seguito all’ordinanza del 16 maggio con la quale il sindaco ha disposto lo sgombero dal piazzale di via Giordania, se del caso in via coattiva e con il ricorso alla forza pubblica, dei nuclei familiari, per lo più esercenti dello spettacolo viaggiante, che da anni vi abitano”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali del Partito democratico e della lista Mascagni sindaco.

“Un Consiglio convocato per modificare il ‘Regolamento per la concessione delle aree destinate alle attività dello spettacolo viaggiante’ in modo da offrire, secondo la giunta, una soluzione stabile e definitiva – continua la nota -. Ebbene, a nostro avviso il nuovo regolamento propone l’ennesima soluzione tampone, che anzi rischia di introdurre ulteriore e maggiore precarietà nella condizione di vita delle famiglie interessate, circa dodici nuclei familiari per una cinquantina di persone, tra cui molti anziani e scolari”.

“La nuova disciplina produce quello che è stato definito un ‘aggancio blindato’ dell’autorizzazione a sostare, e dunque ad abitare nelle aree pubbliche del territorio comunale, al contestuale svolgimento di un’attività di spettacolo nello stesso territorio comunale – spiegano i consiglieri -. Ciò comporterà che, specie nel periodo invernale, una volta esaurito il periodo dei luna park, queste famiglie rischieranno di trovarsi prive di un titolo per continuare ad abitare in una qualsivoglia area pubblica del territorio comunale, pena l’irrogazione di pesanti sanzioni. E la ‘soluzione’ che è stata loro prospettata in commissione, ‘andranno in un campeggio’, non ci pare proprio che possa definirsi tale. Tra l’altro sono rimasti senza risposta alcuni dubbi sulla rispondenza del nuovo regolamento alle norme, regionali e statali, in materia di edilizia e governo del territorio. Anche per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti migliorativi. Uno di questi, che ha ottenuto l’approvazione del Consiglio, consentirà di sburocratizzare alcune procedure per le autorizzazioni. Un altro invitava l’amministrazione ad un approfondimento tecnico per individuare una soluzione abitativa realmente stabile ricorrendo agli strumenti urbanistici vigenti, e tuttavia la maggioranza ha bocciato la nostra proposta, costringendoci ad astenerci sul voto al nuovo regolamento“.

“Certo è che da troppo tempo la situazione in cui versano queste famiglie è stata o affrontata in modo parziale, o non è stata per nulla affrontata, con responsabilità gravi e diffuse. Lo stesso Vivarelli Colonna, in commissione, ha voluto sottolineare la ‘trascuratezza delle precedenti amministrazioni, e uso il plurale non a caso’, ha dichiarato – prosegue il comunicato -. Ma occorre anche dire che la validità dell’ultimo titolo che legittimava queste famiglie ad abitare nell’area di via Giordania è scaduto il 17 settembre dell’ormai lontano 2016, e in questi due anni e mezzo crediamo che vi sarebbe stato modo per affrontare la questione in modo diverso, senza produrre l’allarme sociale che è stato provocato dall’ordinanza di sgombero piovuta in capo a queste famiglie, alle quali è stato ordinato di lasciare l’area in trenta giorni“.

“Un’ordinanza emanata senza immaginare cosa sarebbe accaduto il trentunesimo giorno, e che ha così costretto l’amministrazione a tamponare il problema convocando d’urgenza un Consiglio comunale, e ad inviare in fretta e furia in Regione l’assessore alle politiche sociali alla ricerca di una qualche soluzione di emergenza. Perché un’amministrazione la si giudica non solo da ciò che fa, ma anche e soprattutto da come lo fa. La si giudica dalla capacità di programmare la propria attività senza trovarsi ogni volta nell’affanno di rattoppare scelte segnate da troppa improvvisazione – termina la nota -. Un po’ ci ricorda il pasticcio fatto con la vicenda della chiusura dei pozzi irrigui, ricordate? C’è però una differenza, perché nella vicenda odierna non si discute di semplici pozzi, ma di famiglie“.

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