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Ospedale Sant’Andrea, il Pci: “Nella tenda triage entra la pioggia e si gela”

A mesi dall’esplosione della pandemia ancora non si hanno strutture minime attrezzate per affrontare quelle emergenze non covid che affliggono soprattutto i cittadini più fragili, come anziani o chi affetto da patologie gravi”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Daniele Gasperi, Mauro Lorenzini, Valter Cioni, Rossano Campinoti, Lorenzo Pozzo, della segreteria del Pci delle Colline Metallifere.

“Così all’ospedale di Massa Marittima, dove i cittadini hanno fatto la fila per mesi fuori dalla struttura per semplici prelievi, in questi giorni il sig. Tizio, affetto da gravi problemi respiratori e cardiaci, si reca per effettuare la terapia di routine alle sue patologie. Entra nel nosocomio, si reca direttamente al piano, avendo eseguito il tampone una decina di giorni prima, ed effettua la prestazione – continua la nota. Dopo il trattamento terapeutico si sente male, viene quindi inviato al pronto soccorso, dove prima di accedervi viene eseguito nuovamente un tampone, e fatto attendere nella tenda triage. Questo prevede il protocollo, sono le 10:30 del mattino. La risposta arriverà intorno alle 21:00 e finalmente il sig. Tizio verrà ricoverato in reparto per le cure del caso. Già l’attesa per una persona in condizioni di salute precarie è snervante e diventa drammatico se a questo si aggiunge il fatto che l’ambiente, nel quale il sig. Tizio è stato trattenuto per almeno 11 ore, non solo è al freddo perché privo di riscaldamento, ma ci piove pure dentro. Nulla da rilevare sulla professionalità, competenza e umanità dei medici e del personale sanitario, costretti ad operare ancora in condizioni di emergenza cronica dovuta non alle loro capacità, ma a lacune connesse alla mancanza organizzazione e inerzia del sistema“.

“Infatti, quella tenda triage, inaugurata in periodo covid dal sindaco e dall’allora dirigente del Pronto Soccorso poi diventata consigliera regionale dottoressa Spadi, è un ambiente non idoneo per l’attesa dei pazienti e i soldi stanziati per adeguarlo almeno ad una sala di attesa riscaldata e confortevole ci sono, ma non vengono spesi. Chi ha problemi quindi si deve arrangiare ed aspettare all’agghiaccio – sottolinea il Pci -. Così, soprattutto quanti soffrono di altri malanni o sono in condizioni di fragilità, rischiano di acquisire, in modo gratuito e senza pagare ticket, altre patologie. I soldi per l’esecuzione dei lavori ci sono da tempo, tutti lo sanno, comprese le istituzioni, così come ci sono stati molteplici annunci e promesse preelettorali sul tema sanitario, ma le cose sono rimaste quelle dei mesi prima delle elezioni, aggravate, nel frattempo e per la tenda triage del presidio di Massa, dalle avverse condizioni meteo. Che si aspetta a sistemare le cose, ci chiediamo come Pci, che magari ad averne bisogno sia qualche persona importante o che ci sia una protesta eclatante da parte di qualche furioso cittadino? Così come la tenda sono rimaste senza risposta le richieste di chirurghi, pneumologi, cardiologi, infermieri, anestesisti. Così come la diagnostica radiologica funziona di giorno e la notte ed i festivi si ferma ed altro ancora. Ieri è toccato al sig. Tizio subire, ma potrebbe toccare a Caio, Sempronio a chi ha bisogno di cure“.

“Le istituzioni continuano a nascondere la testa sotto la sabbia e la politica è ormai troppo presa nel garantirsi le poltrone, mentre a farne le spese restano i soliti noti: i cittadini. Un’altra vergogna, per il Pci, che dovrebbe far riflettere, indignare, ribellare tutta la comunità prima che sia troppo tardi per recuperare disastri che si consumano oggi sotto i nostri occhi e che la nostra realtà pagherà cara per il futuro sviluppo del territorio perché, dove mancano anche i servizi essenziali, è difficile che resti la voglia di rimanere – termina il comunicato, soprattutto per i giovani“.

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