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Il Pci: “Poste Italiane continua con tagli agli uffici, istituzioni snobbano disagi dei cittadini”

La vicenda Poste Italiane è arrivata ad un livello grottesco e inqualificabile“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Daniele Gasperi, per la segreteria del Pci delle Colline metallifere.

“La direzione centrale ha sfruttato letteralmente un’emergenza sanitaria nazionale per attuare una politica aziendale di tagli dei servizi nel territorio delle Colline metallifere – continua la nota -. Nella prima fase di lockdown, nel marzo 2020, ha approfittato per chiudere diversi uffici postali, razionalizzando prestazioni verso i cittadini, in special modo in quelle comunità dove la popolazione è anziana, con difficoltà di spostamento e non ha dimestichezza nell’utilizzo dei moderni servizi online. Questo disservizio totale si è evidenziato soprattutto nelle frazioni e mentre, in modo paradossale, le norme invitavano ad evitare assembramenti, i dirigenti di Poste Italiane centralizzavano il servizio negli uffici dei capoluoghi, creando, oltre che a possibilità di contatto, anche file e disagi. Si è dovuto aspettare l’inizio del mese di giugno, per avviare una riapertura parziale delle funzioni operative che fino a febbraio 2020 svolgevano un lavoro essenziale, ma la direzione delle poste ha continuato in una condotta votata al risparmio finalizzata a far crescere profitto e ricavi“.

“Così la ripresa lavorativa degli uffici competenti è stata garantita a giorni alterni e, in alcuni casi soprattutto nelle frazioni del territorio, gli uffici venivano aperti uno giorno o due giorni alla settimana. Questa situazione è rimasta tale anche attualmente – prosegue il comunicato -. Non sono servite a nulla le prese di posizioni, le proteste, le raccolte firme e le segnalazioni dei cittadini per smuovere quella rigidità dei vertici di Poste Italiane, che si sono arroccati sulle proprie posizioni. Le istituzioni non si possono arrogare il diritto di affermare ‘più di così non si può fare” oppure ‘come Sindaco sarò con la fascia tricolore ad un presidio contro la direzione insieme ai cittadini’; loro per primi, insieme ai sindacati, alle associazioni di categoria e a tutte le forze politiche, devono avere la capacità non solo di protestare nelle sedi ufficiali, ma di far cambiare le cose coinvolgendo i livelli istituzionali più alti e prendendo posizioni dure con ordinanze per garantire un servizio pubblico che non può essere interrotto, previsto dalla Costituzione e a tutela di un diritto essenziale che va salvaguardato. Non per ultimo la minaccia di intraprendere percorsi che portino alla costruzione di percorsi alternativi che vadano a concorrere con l’attuale sistema ormai rivolto a realizzare solo utili“.

“Noi come Pci saremo a fianco di questa battaglia e sosterremo le lavoratrici e i lavoratori del comparto, sempre più strozzati dalle logiche di mercato – termina il comunicato -. Governare significa anche assumersi responsabilità di fronte a servizi come quelli postali che sono fondamentali per tutti i cittadini ed in particolare per le categorie più fragili e deboli“.

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Un commento

  1. È intollerabile e scandaloso.
    Si verifica anche a Roma, oltre tutto obbligati a pagare tasse inique a scadenza dopo chiusura nei territori per i cittadini e la povera gente rassegnata…!!!

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