Pubblicato il: 23 Agosto 2019 alle 17:12

Politica

Sanità, il Pci: “Continui tagli ai danni dei cittadini, ma istituzioni e politica fanno finta di niente”

"Tagli progressivi e continui disposti dall'azienda e nessuna voce politica e istituzionale che si contrappone a un continuo stillicidio"

“‘Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’. È questa l’amara considerazione che meglio descrive lo stato di salute della sanità e dei servizi territoriali della provincia di Grosseto“.

A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria del Pci della federazione di Grosseto.

“Tagli progressivi e continui disposti dall’azienda e nessuna voce politica e istituzionale che si contrappone a un continuo stillicidio – continua la nota -. 194 posti letto tagliati negli ospedali. Lunghe liste di attesa e chi vuole risposte, accelerare i tempi, scegliersi il medico ed avere accesso a presidi vicino la propria residenza, paga, se può permetterselo, la prestazione d’intramoenia o si rivolge a privati. L’intramoenia è una forma subdola di privatizzazione che crea disparità di trattamento tra i cittadini e che per la sola provincia di Grosseto negli ultimi due anni è costata oltre 10 milioni di euro ai cittadini che potevano permettersela, facendo intascare a pochi professionisti compensi spesso superiori alle retribuzioni dell’attività principale”.

“Si fanno queste scelte invece di assumere nuovi medici e potenziare gli infermieri, smantellando pezzo dopo pezzo il servizio pubblico, preferendo anche sulla sanità quelle scelte di affidamento al mercato che garantisce gli abbienti ed esclude chi invece non può permettersi non lussi, ma diritti – spiega il Pci -. L’elenco è lungo e rischia di essere incompleto, ma vanno citati servizi come la psichiatria ospedaliera, inesistente nei piccoli ospedali e persino a Grosseto, dove si sta in osservazione e se c’è bisogno di ricovero si è costretti a ricorrere a Siena, mentre sul fronte territoriale è presente un enorme carico di casi affidati a pochi professionisti, spesso con contratti precari e a tempo parziale. Mancanza di infermieri cronica e medici che se ne vanno in pensione senza essere rimpiazzati, come per la chirurgia di Massa Marittima, che costringeranno la povera azienda sanitaria, suo malgrado ci mancherebbe, a ridurre la chirurgia e le tipologie d’intervento dirottando tutto su presidi più grandi e infischiandosene dei disagi che restano tutti a carico dei cittadini“.

“Pediatria solo a Grosseto smentendo quei patti chiari, sottoscritti con la Regione Toscana che ne prevedevano un radicamento minimo nelle zone delle Colline dell’Albegna e Metallifere – prosegue il comunicato -. Così il residente o il turista che ha un problema deve rivolgersi al pronto soccorso di Grosseto con lunghe attese e grossi disagi. Le Case della Salute promesse anche per sostenere presidi nell’entroterra, come ad esempio a Manciano, e dove dovevano trovare posto medici di medicina generale e servizi territoriali e sociali, questi ultimi giunti ormai al collasso, annunciate da anni, non si sa quando arriveranno e che cosa saranno in grado di fare. In tutto questo la presidenza della Società della Salute, insieme ai sindaci e alla politica, stanno a guardare preoccupandosi più delle vicende politiche che dei servizi dei cittadini e del continuo affossamento del sistema pubblico che sta avvenendo grazie alle disposizioni normative nazionali e regionali“.

“Il Pci continua la propria battaglia denunciando da tempo lo stato dei servizi anche se, per chiudere in modo proverbiale, ‘tanto suonare un corno che un violino’ per questa classe politica ha lo stesso effetto almeno sino a quando non decideremo di mandarli a casa ritornando a quelle scelte chiare ed ideologiche di una sinistra che – termina la nota, come Pci, siamo fieri di rappresentare“.

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