Pubblicato il: 17 Settembre 2019 alle 9:40

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Pediatria, il Pci: “Ancora tagli, ora tocca all’ospedale Sant’Andrea?”

"Auspichiamo in una smentita ufficiale della direzione aziendale e non nelle solite risposte vaghe"

“Voci provenienti da ambienti interni alla direzione Asl affermano che da lunedì di questa settimana un altro taglio si sarebbe abbattuto sul servizio pediatrico di Massa Marittima e questa volta la sforbiciata sarebbe toccata all’ospedale sant’Andrea“.

A dichiararlo, in un comunicato, è il Pci.

“Da quanto appreso, il pediatra che svolgeva attività dal lunedì al venerdì all’interno dell’ospedale di Massa Marittima per visite e primo intervento sarebbe stato soppresso e resterebbero solo prestazioni ambulatoriali di carattere specialistico collegate ai problemi di obesità e celiachia – continua la nota -. Auspichiamo in una smentita ufficiale della direzione aziendale e non nelle solite risposte vaghe dove si afferma che tutto è sotto controllo e non vi è alcuna diminuzione di prestazioni o servizi. Ci vogliono fatti concreti“.

La situazione dei servizi nel comprensorio delle Colline Metallifere si sta facendo critica – afferma il coordinatore del Pci dell’area delle Colline Metallifere, Lorenzo Pozzo, dopo tagli ai posti letto avuti nell’ospedale di Massa Marittima, riduzione di personale, taglio dei servizi, nessun investimento è stato attivato sul territorio. Il servizio di pediatria, che doveva essere potenziato con l’attivazione delle Case della salute, subisce invece una drastica riduzione perché non può essere effettuato da medici che prestano servizio sostitutivo, ma da medici effettivamente titolari che prendono in carico i bambini, ne seguono la crescita ed il percorso sanitario in continuità. Ora tocca, se non sarà smentito, anche all’unico pediatra che svolgeva servizio all’interno dell’ospedale, quando nella realtà gli impegni presi dalla Regione Toscana e dalla direzione sanitaria davanti ai sindaci prevedevano il mantenimento di un minimo di servizi ospedalieri”.

“Non solo – prosegue Pozzo: anche altri servizi che riguardano i minori sono ormai al collasso. Basti pensare alla carenza di personale per prestazioni neuropsichiatriche infantili. Per l’attivazione di servizi come la logopedia i tempi di attesa per avere risposte sono di 18 mesi, troppo lunghi per bambini che hanno problemi. Stessa cosa per il servizio di psicologia per minori che non ha risorse umane sufficienti a coprire le esigenze ed i problemi che vengono segnalati dalle scuole e dagli utenti“.

Per Luciano Fedeli, segretario provinciale del Pci, “stiamo assistendo ad un continuo smantellamento del sistema pubblico. Da una parte vi è rammarico perché in una provincia estesa come quella di Grosseto sono spariti 200 posti letto, si è assistito ad una diminuzione del personale medico, infermieristico e operatori socio – sanitari e ad una costante riduzione di prestazioni con risposte sempre più affidate al mercato e situazioni nei quali i cittadini sono stati costretti a pagare visite e indagini. Massa Marittima e il suo comprensorio in questo momento sono purtroppo alla ribalta, ma il dramma è diffuso e un diritto come quello alla salute è messo in discussione ogni giorno da scelte aziendali che mirano solo a tagli ed economie finanziarie e non al benessere dei cittadini”.

“Urge un intervento dei sindaci – conclude Fedeli che spinga non la direzione generale della Asl, ma la Regione Toscana a rivedere le scelte e garantire a territori come Grosseto servizi sanitari. L’esperienza intrapresa a Massa Marittima deve servire da riferimento e superare le barriere ideologiche per far riunire la politica in una battaglia che rischiamo di perdere tutti perché, nel caso di Massa e delle Colline Metallifere, con le operazioni che l’azienda sta compiendo, a perdere saranno minori e famiglie che avranno meno motivazioni per continuare a vivere in un territorio dove, oltre al lavoro, mancheranno sempre più servizi fondamentali come quelli sanitari. Ci auguriamo che i prossimi giorni possano portare a riflessioni e soprattutto fatti e garanzie concrete, altrimenti proporremo iniziative più forti per cercare contrastare queste operazioni di vera macelleria sociale e di distruzione del futuro per il nostro territorio“.

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