Pubblicato il: 12 Settembre 2019 alle 9:52

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Pediatria, il Pci: “Fare fronte comune per contrastare il ridimensionamento”

"Il caso di Massa Marittima è emblematico per l'intera provincia, dove si assiste ad una latitanza colpevole delle amministrazioni e della politica"

C’è una celebre espressione dialettale del Sud che dice ‘passata la festa gabbatu lu santu’ che calza a pennello rispetto a quanto sta avvenendo dopo le elezioni amministrative del maggio scorso dove, dopo gli annunci, seguono fatti sempre più inquietanti per i servizi sanitari delle Colline Metallifere”.

È questa la considerazione che per il segretario provinciale del Pci, Luciano Fedeli, e per il coordinatore locale Lorenzo Pozzo, si addice meglio a descrivere la situazione in cui versano i servizi sanitari di Massa Marittima.

Non è un problema esclusivo di Massa Marittima – affermano i due segretari del Pci, ma di un intero territorio, dove ruotano cittadini residenti di tutti i comuni“.

“Il caso di Massa Marittima è emblematico per l’intera provincia, dove si assiste ad una latitanza colpevole delle amministrazioni e della politica rispetto ai problemi della sanità che, di fatto, assiste inerme ai tagli operati dall’azienda sanitaria. Tagli – prosegue Fedeliche portano ad un ridimensionamento pericoloso delle attività pubblica a danno dei cittadini. L’unica alternativa, riservata a chi se lo può permettere, è il privato o l’intramoenia, per la quale solo in Toscana in un biennio i cittadini hanno pagato ben 54 milioni di euro per avere accesso a prestazioni non erogate da un sistema pubblico ormai al collasso“.

È ora di svegliarsi – incalza Pozzo, non soltanto stando a guadare le posizioni dei cittadini o limitandosi ad esprimere preoccupazioni e disappunto come ha fatto la sola amministrazione di Massa Marittima nel totale silenzio delle amministrazioni limitrofe, ma di prendere una posizione netta e decisa da parte delle istituzioni e delle forze politiche, affinchè si ribellino ad un gioco che pagheranno i cittadini sulla loro pelle e con le loro tasche. Non intendiamo solo criticare, ma proporre iniziative a sostegno di quanto l’amministrazione vorrà fare in merito e che auspichiamo siano indirizzate a manifestazioni pubbliche e documenti istituzionali e politici in merito alla questione.  Per questo abbiamo proposto, con una nota scritta ai consiglieri comunali, di convocare un consiglio comunale specificamente dedicato alla questione pediatria aperto alla partecipazione dell’assessore Saccardi e dei sindaci della zona, tra i quali ricordiamo è presente Termine come presidente dell’area vasta Sud – Est e sindaco di un Comune che avrà ricadute negative per la sua popolazione, nel quale possa essere proposto un ordine del giorno votato all’unanimità che scongiuri l’ennesimo impoverimento dell’offerta sanitaria a danno di un servizio come la pediatria”.

“Il Pci invita tutte le forze politiche ad esprimersi e proporre iniziative concrete per contrastare l’ennesima operazione di macelleria sociale in atto non in una frazione o in un comune, ma che avrà ricadute negative anche per il futuro dell’intero territorio. Per il Pci – concludono Fedeli e Pozzo, la pediatria va potenziata per fornire quelle risposte per le quali i cittadini residenti ed i numerosi turisti, nel periodo estivo, sono costretti a cercare rivolgendosi al privato o, nei casi più complessi, trovandosi costretti a ricorrere al pronto soccorso e al reparto di pediatria di Grosseto, le uniche strutture presenti in provincia e già in difficoltà per un enorme carico di lavoro al quale i professionisti si trovano costretti a far fronte”.

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