Pubblicato il: 1 Agosto 2020 alle 10:06

Colline del FioraPolitica

Scritte offensive contro il vicesindaco, la solidarietà del Pci: “Riaffermare l’antifascismo”

Allo stesso modo con il quale abbiamo criticato aspramente Pallini per il suo post di aprile, oggi critichiamo quelli che hanno infierito contro il vicesindaco e assessore scrivendo nei cassonetti di Saturnia «Pallini schifoso fascista» offendendo tra l’altro anche i suoi familiari“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Gabriele Porri, della segreteria di Manciano del Pci, e Luciano Fedeli, segretario provinciale del Pci.

“Non solo il gesto è vigliacco perché compiuto nell’anonimato, ma è fratello della stessa matrice di intolleranza che cerca di portare allo scontro diretto invece che al richiamo e rispetto delle regole – continua la nota –. Solidarietà quindi a Pallini, colpito con metodi altrettanto violenti e assimilabili a quelli fascisti. Rimarchiamo l’immobilismo che è seguito alla proposta avanzata dallo stesso Pci per ripristinare il giusto clima dopo la bravata di Pallini, per la quale lo stesso fece seguire le scuse e rassegnò le dimissioni. La proposta fatta dal Pci è quella di portare la mozione dell’Anpi all’approvazione del Consiglio, come è avvenuto in buona parte dei Comuni della provincia, proposta che le segreterie di Manciano e della federazione di Grosseto formalizzarono alle minoranze, ma nessuna risposta c’è stata se non quella della stessa Anpi provinciale che apprezzò l’iniziativa”.

“Dalle minoranze solo silenzi dopo i duri attacchi iniziali, attacchi probabilmente finalizzati più a rompere la maggioranza di Morini che a riaffermare i valori della Resistenza e dell’antifascismo. La cosa sembra riuscita, ma questo fa parte di quei giochi di potere che poco hanno a che vedere con i valori dettati dalla Costituzione. Oggi, come Pci, rilanciamo la nostra idea perché gesti come quelli che si vedono quotidianamente fanno dubitare che la deriva di intolleranza e scontro prenda campo e si radichi nella cultura quotidiana. È bene richiamarsi quindi a quelle regole e a quei contenuti dettati dalla Costituzione e ben delineate nella mozione dell’Anpi – termina il comunicato -. Abbaiare alla luna senza essere conseguenti e tacere contro l’intolleranza e l’odio che si manifestano anche con scritte e altri spregi significa essere complici. Pavese, nella ‘Casa in collina’, in un passaggio chiamava alla ribellione contro il fascismo perché come scrive in una sua frase ‘Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista’ e noi non dobbiamo mai lasciare fare per rimanere antifascisti, sempre“.

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