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Barriere architettoniche, il Pci: “Il sindaco faccia meno polemiche e giri di più in paese”

“Quando si punge sul vivo, il primo cittadino non esita a scaldarsi e sfoggiare la sua arroganza. Lo fa questa volta sull’articolo dove si parla di barriere architettoniche e la butta in polemica”.

A dichiararlo è Daniele Gasperi, del Pci delle Colline Metallifere.

“L’articolo era tutt’altro che polemico e prendeva atto che finalmente si poteva accedere all’atrio, ma solo all’atrio del Comune, grazie alla comparsa di una pedana che, afferma, c’è sempre stata – spiega Gasperi -. Questo non cambia il risultato: si accede solo all’atrio e agli uffici situati ai piani no. Un piccolo passo avanti per il superamento delle barriere architettoniche, ma c’è da lavorare ancora e molto. Allora è sbagliato suggerire di attrezzare uno spazio per ricevere, da parte di amministratori o dipendenti, cittadini che hanno difficoltà motorie? Lo fanno in moltissimi edifici dove si trovano uffici pubblici”.

“Il Peba c’è? Bene, lo chiederemo così potremo valutare il piano che il Comune ha elaborato per il superamento delle barriere architettoniche nel pubblico e nel privato, che non si deve però confondere con i finanziamenti concessi, ad esempio, dalla Regione ai singoli cittadini per adeguamenti strutturali degli appartamenti o presidi. Il piano, caro sindaco, è ben altra cosa – sottolinea Gasperi –. È pensare ad esempio a come costruire una città accessibile a tutti, residenti e turisti, e in questo si colloca bene la costruzione del nuovo ascensore che presumiamo, e questo è sarcasmo, sarà realizzato a ridosso delle elezioni, come tante altre opere, e utilizzato come spot promozionale della campagna elettorale. Sappiamo che ci sono difficoltà per gli edifici del centro storico connesse a vincoli, ma ci si deve lavorare e questa amministrazione è 9 anni che c’è e non si è resa conto neppure che sulle barriere architettoniche c’era uno studio, seppur datato, che rilevava le problematiche in termini di barriere nelle strutture pubbliche e private-ricettive proprio per agevolare la pianificazione.

“Per quanto invece attiene tutto quello che si trova al di fuori del centro storico, si consiglia al sindaco di fare due passi nella città per vedere quanto sono accessibili i marciapiedi, gli attraversamenti pedonali – continua Gasperi -. Un vero disastro che spesso, oltre alle copiose buche, agli insuperabili scalini, è completato da qualche bel lampione posto proprio in mezzo al camminamento (nella foto, ndr). E le difficoltà ci sono non solo per chi è costretto su una carrozzina, ma anche per chi ha figli nel passeggino o per chi semplicemente ha problemi di deambulazione anche minori. Sul ponte sul lago dell’Accesa peggio non si poteva fare, considerando anche quanto è costato, e prendendo atto che alle barriere naturali si sono sovrapposte quelle artificiali, realizzate con soldi pubblici e in contrasto con le norme che ne prevedono invece l’abolizione. Sul nuovo realizzato il sindaco verifichi, ad esempio, gli attraversamenti pedonali in viale Risorgimento, che in alcuni casi sono stati realizzati senza scivolo, rendendo impossibile il transito di chi è in carrozzina e obbligandolo, a proprio rischio e pericolo, ad attraversare dove non c’è segnaletica”.

“Infine, sempre su via Risorgimento o nella nuova zona Conad, sono assenti quei percorsi per ipovedenti o non vedenti che consentirebbero una maggiore autonomia e sicurezza per chi ha questi problemi ad accedere ai servizi ospedalieri e alla stazione dei Carabinieri alla Monacelle o al supermercato e alle attività commerciali nell’area dell’ex Rifugio. Questo dimostra o ignoranza, o poca sensibilità da parte dell’amministrazione che, non certo per colpa degli uffici, tenta di realizzare maggiori economie e ha dato input di pensare solo alle barriere fisiche e non a quelle, altrettanto importanti, sensoriali – termina Gasperi -. Insomma, se il sindaco la vuole buttare in polemica libero di farlo, noi continueremo a dire la nostra non solo per fruire della libertà di pensare, ma anche per evidenziare quelle che sono criticità e problemi reali che ci sono in ogni periodo e non solo quando si avvicinano le elezioni”.

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