Pubblicato il: 19 Dicembre 2016 alle 10:13

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Mabro, il Partito Indipendentista Toscano: “No alla svendita ai cinesi, azienda affidata a Regione e Comune”

Consideriamo l’ipotesi di vendita della Mabro ad un’azienda cinese una catastrofe politica e morale“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Carlo Vivarelli, del Partito Indipendentista Toscano di Grosseto.

“La Cina è una dittatura comunista e consideriamo l’invasione delle aziende straniere come un aspetto del genocidio commerciale e demografico del popolo toscano – spiega Vivarelli -. Le soluzioni reali per la Mabro sono altre. Proponiamo che la Mabro venga nazionalizzata e affidata tramite la costituzione di una nuova società alla Regione Toscana e al Comune di Grosseto, che ne devono diventare azionisti principali, aprendo ai privati. Questa società dovrebbe compiere i seguenti passi operativi: creazione di un campionario e di una rete vendita che commercializzi la futura produzione inizialmente nel centro nord, rimessa in produzione dei macchinari in un luogo già appartenente alle istituzioni italiane, creazione di un negozio o di un punto vendita a Grosseto, appoggiandosi anche a qualche negozio storico“.

“La Regione Toscana è intervenuta con fondi pubblici, assumendosi la responsabilità degli impianti sciistici dell’Abetone, può e deve farlo anche in Maremma: ci chiediamo inoltre quanto è costato fino ad ora mantenere il capannone dove produceva la Mabro – continua Vivarelli -. Lo Stato, con i nostri soldi, salverà a giorni il Monte dei Paschi, affondato dai politici: può salvare la Mabro. I fondi per la Mabro si possono raccogliere togliendoli a coloro che mantengono i finti profughi, che sono tali al 95%: lo ha dichiarato il Ministro dell’Interno e l’Unione Europea, rimpatriandoli a spese delle loro ricche ambasciate“.

“Chiediamo inoltre che le aziende cinesi vengano passate al setaccio: lo Stato italiano deve dimostrare identità di tutti i cinesi e di tutti gli stranieri, e la precisa filiera con la quale hanno ottenuto i capitali con i quali esercitano una concorrenza a nostro avviso irregolare alle nostre imprese. Noi non abbiamo bisogno dei cinesi, tornino nel loro Paese – termina Vivarelli -. Un certo signor Trump ha detto ieri, attaccando la Cina, che negli Usa si deve comprare americano e che il lavoro deve essere americano. Per una volta siamo d’accordo con un presidente Usa. In Toscana esigiamo di applicare lo stesso principio“.

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