Ambiente

Il Parco della Maremma dedica il Tartaday alla guarigione della tartaruga Erica CeGia

La tartaruga Caretta caretta, cui è stato dato il nome di Erica CeGia, per ringraziare chi l’ha soccorsa, dal 29 luglio scorso è ricoverata al centro Tartanet di Talamone, gestito dal Parco della Maremma.

Nel pomeriggio di martedì 28 luglio, infatti, la Capitaneria di porto di Portoferraio ha avvertito i biologi del settore Mare di ARPAT che un diportista aveva avvistato una tartaruga in situazione di difficoltà, perché non riusciva ad immergersi, al largo dello scoglietto di Portoferraio, circa a 3 miglia a largo in direzione di Capraia.
Gli operatori dell’agenzia regionale dell’Ambiente, tra cui la biologa Cecilia Mancusi, che è una veterana dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità, che si trovavano in mare per il monitoraggio della Posidonia, si sono recati sul posto per dare supporto alla Capitaneria di porto e recuperare la tartaruga in difficoltà che è stata poi trasferita al centro di Talamone il giorno successivo.

La tartaruga, una femmina di 38 kg, con un carapace lungo 64 cm e largo 60, non mostrava segni di ferite o ami da lenza, ma in questi giorni di degenza in vasca ha espulso con le feci una discreta quantità di materiale plastico che aveva ingerito e che ne determinava le difficoltà di immersione.
Purtroppo la presenza di plastica in mare è uno dei problemi che mettono a rischio la vita di questi esemplari marini ed è importante sensibilizzare tutti i frequentatori alla salvaguardia di questo importante ecosistema.
La tartaruga ha rivelato anche un’infezione sistemica ed è per questo che è stata sottoposta a cure con antibiotici, per fare in modo che possa presto essere di nuovo liberata nel suo ambiente.

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