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Riva Toscana golf resort & spa, Negroni: “Non temo la denuncia del sindaco”

“La denuncia penale minacciata dal sindaco Andrea Benini non mi fa paura, anzi non vedo l’ora di deporre davanti ad un giudice imparziale. Io non ho nulla da nascondere”.

A dichiararlo è Paolo Negroni, titolare del Riva Toscana golf resort & spa.

“Preciso che i documenti richiesti, come Vas e Vinca, non sono stati presentati in quanto l’iter procedurale richiestomi è stato influenzato da due fatti gravissimi di cui il Comune, e il sindaco che ne sorveglia l’operato, si sono resi artefici – spiega Negroni -.

1. L’aver escluso l’area del golf dal perimetro del territorio urbanizzato con il piano strutturale adottato nel 2019, dichiarando più volte che lo imponeva la legge regionale, e poi smentita, grazie all’intervento del consigliere regionale Andrea Ulmi, da un parere del dirigente regionale Ing. Aldo Iannello. Per questo rimango incredulo dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco, con le quali dichiara che adesso stanno valutando di inserire il golf nell’area urbana come richiesto con le nostre osservazioni reiterate per oltre tre anni. (in tre anni la legge regionale non è cambiata). Tutto l’iter complicatissimo e costosissimo è stato provocato dalla decisione politica della maggioranza di collocare l’area del golf in una zona agricola non tenendo conto delle strategie di riqualificazione e rigenerazione di progetti già avviati e quasi portati a compimento. Voglio ricordare al sindaco che nel previgente piano strutturale quest’area era già inserita non in zona agricola, ma all’interno dell’area urbana di Pratoranieri. Ma non solo: se andasse a controllare il vecchissimo piano regolatore generale del 1990 si accorgerà che anche allora quest’area non era classificata come zona agricola. Per quale motivo oggi che ho realizzato e completato l’impianto sportivo sono stato appositamente inserito in zona agricola?”

“2. Il secondo fatto, ancor più grave, è che in conferenza di copianificazione sono stati proposti dall’amministrazione comunale dei dati esageratamente superiori sia a quanto avevamo richiesto sia ben superiori anche allo standard regionale – sottolinea Negroni -. Certamente, non per aiutarmi come dichiarato dal sindaco Benini, ma per non consentire alla Regione Toscana di approvare l’intervento così come proposto dall’amministrazione comunale poiché non ammissibile, viste le metrature così esageratamente smisurate. Addirittura il sindaco e il dirigente, l’architetto Melone, hanno anche inizialmente dichiarato in commissione consiliare che tali metrature erano state chieste da noi, cosa assolutamente non corrispondente al vero, salvo poi in conferenza stampa dichiarare che era stata una loro volontà per cercare aiutarci. Non so quale sia la verità, ma purtroppo ad oggi posso constatare che grazie a questa scelta politica non ho avuto alcuna possibilità di sviluppo ma soltanto problemi che hanno ostacolato l’iter procedurale. L’ultimo diniego a me è arrivato inaspettato in quanto l’iter era stato delineato in una riunione tenutasi nella sala della Giunta del Comune di Follonica, nella quale partecipò anche l’assessore regionale Leonardo Marras, assieme al sindaco Benini e all’assessore Ricciuti, alla quale venne fatto divieto di ingresso al mio tecnico incaricato, dove avevamo concordato nel pieno rispetto delle leggi e regolamenti di mettere il golf in area urbana (dopo tre anni di osservazioni), e dotarmi di un garage di 150 mq come prescrive la norma (art. 145 del regolamento urbanistico) come nuova dotazione e non come recupero di volumi esistenti“.

“A livello personale mi sento profondamente offeso, in quanto è da quando ero alle elementari che non mi veniva detto di non pensare di fare quello che voglio perchè mi chiamo Negroni, un’accusa che mi ferisce profondamente, per la storia di onestà e umiltà che caratterizza la mia famiglia, e mi conferma che ancora nel 2022 ci sono persone che forse per invidia sociale o per convinzione di una vecchia politica di sinistra pensano che ancora oggi i ricchi devono piangere – termina Negronie gli imprenditori vanno controllati e tenuti sotto un guinzaglio stretto“.

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