Attualità

“No al femminicidio”: una “panchina rossa” all’Isola del Giglio

La panchina è stata restaurata dall'Asl Toscana Sud Est

Anche l’Isola del Giglio ha la sua “Panchina rossa”, simbolo dell’impegno contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

Una vecchia panchina, tra l’altro in cattivo stato, è stata restaurata dall’Azienda Toscana Sud Est, pitturata di rosso e posizionata a Giglio Castello.

“Un simbolo, ma anche l’impegno per la collaborazione e la condivisione tra Asl, Comuni, associazioni, scuole, centri anti violenza, singoli cittadini e Forze dell’Ordine – conferma Roberta Caldesi, direttore della zona distretto Colline dell’Albegna – per sottolineare il senso di comunità e protezione verso le donne”.

Questa “Panchina rossa” è solo l’ultima di una lunga serie di “panchine” presenti in molti luoghi della provincia di Grosseto grazie al progetto aziendale “Panchine rosse” di cui è referente la dott.ssa Guye Monti.

All’ospedale Misericordia di Grosseto è stata inaugurata nel 2019 in occasione del decennale del Codice Rosa partito proprio dal capoluogo maremmano grazie alla felice intuizione e alla tenacia della dott.ssa Vittoria Doretti. Oggi la Rete regionale Codice Rosa collega e coordina tutte le forze che all’interno del Servizio sanitario toscano lavorano per offrire alle persone vittime di violenza e abusi, in particolare donne vittime di violenza di genere, un aiuto pronto e tempestivo, assicurando, fin dalla fase dell’emergenza, supporto sanitario, sociale e psicologico e l’attivazione dei servizi territoriali collaborando con enti e istituzioni, in particolare con la rete dei Centri antiviolenza. Esiste poi un numero di telefono che ogni donna può chiamare da tutta Italia per denunciare violenze, stalking e soprusi, il 1522.

Credo che quello della Asl Toscana Sud Est sia un bellissimo progetto – sottolinea Vittoria Doretti, responsabile regionale di Codice Rosa –, frutto della collaborazione tra i vari settori dell’azienda con la comunità i centri anti violenza e le istituzioni che sono il cuore e la forza del Codice Rosa. Voglio poi ricordare che l’emergenza Covid ha frenato tante attività, ma non l’impegno e l’attenzione verso la violenza di genere”.

A conferma di come la pandemia ha solo aggravato questo fenomeno lo dimostrano i numeri. Nel 2020 infatti i casi di violenza tra le mura domestiche si sono triplicati, mentre è sempre bene ricordare che sono state dieci le donne uccise dalla furia omicida dei propri compagni o mariti negli ultimi 15 anni in provincia di Grosseto.

Sono numeri davvero drammatici – aggiunge Vittoria Doretti, per questo la ‘Panchina rossa’ vuole essere un luogo di denuncia, ma anche di speranza per sconfiggere ogni forma di violenza. Serve poi a ricordare a tutte le donne, a partire da quelle più giovani, che non devono sentirsi sole e che non possono accettare alcun atto violento, ad iniziare dalle parole offensive o lesive della propria dignità, che spesso rappresentano il primo passo di una escalation di violenza”.

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