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Bambino affetto da favismo: ecco l’ordinanza che vieta la coltivazione

Il sindaco di Gavorrano, Elisabetta Iacomelli, ha emanato un’ordinanza sul divieto di coltivare fave in alcune zone del territorio comunale per tutelare la salute di un bambino affetto da favismo.

L’ordinanza

Ecco il testo integrale dell’ordinanza:

“Il sindaco

nella sua qualità di Autorità Sanitaria Locale,  

richiamata la precedente ordinanza sindacale n. 9 dell’8/02/2016 con la quale si dettavano i comportamenti da adottare a tutela della salute di un bambino residente nel Comune di Gavorrano affetto da favismo, consistenti nel divieto di coltivazione delle fave in un raggio di 300 metri dai luoghi  indicati dai genitori in apposita istanza;  

vista la nuova istanza presentata dalla madre del minore in data 6 febbraio 2017, ns.prot.n. 1930/2017, con la quale si informa circa la frequenza di quest’ultimo della scuola dell’infanzia sita in Gavorrano, via Nenni e contestualmente di estendere il divieto di coltivazione del legume in questione anche all’area circostante la struttura;  

dato atto che il favismo è una malattia causata dal da deficit  dell’enzima glucosio 6-fosfato deidrogenasi, la cui carenza può determinare l’insorgere di gravi crisi emolitiche non solo a seguito dell’assunzione  di fave per via orale  ma anche per l’inalazione dei loro polline;

ravvisata la necessità di provvedere con urgenza ad estendere il divieto secondo le indicazioni contenute nell’istanza sopra citata;     

ordina per i motivi sopra esposti:

  1. il divieto di coltivazione delle fave (vicia faba) nel raggio di metri 300, in linea d’aria, dalla scuola dell’infanzia ‘Praga Stefanelli’, sita in Gavorrano, via Pietro  Nenni;
  2. ai titolari delle attività commerciali, sia su sede fissa, compresi i pubblici esercizi e i ristoranti, sia su aree pubbliche che private, ricadenti nell’area individuata, che servono o pongono in vendita fave fresche sfuse, di darne corretta pubblicità a mezzo di un cartello di dimensioni minime di cm. 30×40 con la seguente dicitura: ‘Avviso per i cittadini a rischio di crisi emolitica da favismo: in questo esercizio commerciale sono esposte fave fresche sfuse’. Tale cartello dovrà essere collocato ben in vista sia all’ingresso per il pubblico, sia nel settore di vendita;
  3. ai produttori/venditori (di ortaggi di propria produzione) ed ai commercianti ambulanti di prodotti ortofrutticoli, di esporre il legume solo se posto in confezioni ermeticamente sigillate;
  4. che siano spianate, rimosse e/o distrutte tutte le coltivazioni di fave presenti entro l’ambito territoriale di cui sopra, entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza;
  5. di incaricare il comando di Polizia Municipale della notifica della presente ordinanza agli esercizi commerciali ed alle tipologie di soggetti sopra individuate, ricadenti nel raggio d’azione indicato;
  6. che la presente ordinanza venga pubblicata nell’Albo Pretorio del Comune, affissa in luoghi di visibilità pubblica nel perimetro individuato e venga trasmessa agli organi locali di stampa per la massima diffusione;
  7. alla Polizia Municipale di vigilare sul rispetto della presente ordinanza la cui inosservanza costituisce reato ai sensi dell’art. 650 del Codice penale.

Informa che, ai sensi dell’art. 3 comma 4 legge 7 agosto 1990 n. 241, avverso il presente provvedimento è ammesso, entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione, ricorso al Tribunale Amministrativo Regione Toscana, ovvero in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, da proporre entro 120 giorni dalla data di pubblicazione;

che la presente ordinanza verrà comunicata all’azienda Usl 9 Grosseto ed alla Prefettura“.

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