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Sanità, l’opposizione: “Ancora il Consiglio comunale straordinario non è stato convocato”

“C’è un antico detto: niente nuove buone nuove. Purtroppo non è così per l’ospedale Sant’Andrea e per la sanità territoriale, avvolti in un silenzio che ha l’effetto di una eutanasia”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Fiorenzo Borelli e Marco Mazzinghi, della lista civica Massa Comune, Daniele Brogi, capogruppo della Lega, Daniele Gasperi, del Pci delle Colline Metallifere, Paolo Mazzocco, del Tavolo della Salute.

“Era ottobre del 2021 quando è stato avviata una discussione e un confronto che avevano portato alla stesura di un documento con precisi impegni sui quali doveva essere convocato un Consiglio comunale alla presenza dei vertici Asl – continua la nota, un Consiglio per relazionare sulla situazione della sanità nelle Colline Metallifere ed avere risposte alle richieste avanzate per il potenziamento dei servizi”.

Per Paolo Mazzocco, coordinatore del Tavolo della Salute, “più passa il tempo in questo torpore politico e più la drammatica situazione della sanità si aggrava, con la conseguente demoralizzazione e senso di abbandono che si respira tra gli operatori sanitari”.

Dal canto loro Borelli, Brogi e Mazzinghi, consiglieri comunali, si chiedono “che fine abbia fatto la richiesta ufficiale e il documento, votati in Consiglio comunale“, auspicando “che non ci si faccia scudo con la pandemia per evitare un confronto serio e costruttivo per dare risposte a problemi non rinviabili che rischiano di compromettere l’assetto sanitario del comprensorio“.

“Si continua con le strategie di attesa – continuano Luciano Fedeli e Daniele Gasperi del Pci, si prende tempo in attesa che la Regione emani disposizioni che nei fatti rischiano di rendere inutile la discussione per decisioni già prese in altre sedi che vanno a delineare un assetto definitivo ai servizi”.

“Ci rendiamo conto della presenza della pandemia, ma questa discussione è da anni che attende risposte che vanno date soprattutto ai cittadini. Nei fatti si continua ad osservare un depauperamento di servizi ospedalieri con forti criticità sulla chirurgia, con una pneumologia ancora depotenziata, un pronto soccorso in crisi, sul quale per coprire i turni si ricorre a sospensione delle attività nei reparti, e con una sanità territoriale praticamente inesistente, la cui prospettiva vede all’orizzonte ancora pensionamenti di medici di famiglia senza che si prospettino sostituzioni o potenziamenti – termina il comunicato -. Ribadiamo con forza che si devono mettere in campo azioni concrete e condivise per evitare, per concludere, con una altro modo di dire, e chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi, ovvero fare richieste e chieder provvedimenti quando ormai il danno è stato fatto ed è diventato irreversibile”.

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