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Emergenza Coronavirus, l’opposizione: “A Grosseto stanziati solo due milioni, confronto impietoso con altri Comuni”

L’annuncio che il sindaco di Grosseto avrebbe trovato 38 milioni di euro per il rilancio dopo l’emergenza coronavirus ha fatto sobbalzare tanti”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali di Partito democratico, lista Mascagni sindaco, Italia Viva e Movimento 5 Stelle.

“Peccato che tra dire il vero o il falso Vivarelli abbia scelto la seconda o, a voler essere benevoli, una confusione fantasiosa per gettare fumo negli occhi dei nostri concittadini – continua la nota -. Noi invece amiamo i fatti concreti e invitiamo famiglie e imprenditori a frugarsi in tasca e verificare se di quei mirabolanti 38 milioni qualcosa sia loro arrivato per davvero. La realtà è che ieri il Consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio per sostenere la ripartenza, e i soldi (quelli veri) sono poco più di due milioni: 2.253.648 per l’esattezza. Oltre due milioni recuperati dalla rinegoziazione dei muti concessa dal Governo, e oltre 120.000 euro da tagli: sono 65.000 euro in meno per le iniziative turistiche, 36.000 euro in meno per iniziative per lo sviluppo economico e 20.000 euro in meno per iniziative dei musei.  L’unico settore a non aver risentito di tagli guarda caso è l’ufficio comunicazione del sindaco, per il quale, anzi, in piena emergenza coronavirus sono stati stanziati migliaia di euro per gli straordinari dello staff, che è stato pure riportato a cinque addetti dopo che uno si era dimesso“.

“Poco più di due milioni di euro, dicevamo. Sono tanti o sono pochi?  Proviamo a mettere ordine semplicemente guardando cosa hanno fatto per aiutare famiglie e imprese altri Comuni anche più piccoli di Grosseto, senza tenere conto di città come Siena e Lucca (che di milioni, veri, ne hanno messi rispettivamente sei e dodici) – continua il comunicato -. Ad esempio il Comune di Castiglione della Pescaia, con un decimo dei nostri abitanti, ha varato una manovra da due milioni e ottocentomila euro, ridotto la Tari del 10% alle utenze domestiche e del 40% a quelle non domestiche. A Roccastrada la Tari è stata azzerata per ristoranti, bar, palestre, agenzie di viaggi, parrucchieri e centri estetici, e dimezzata per molte altre attività. A Grosseto invece il Sindaco aveva dichiarato che sulla Tari non si può intervenire perché, testuale, non ne ha ‘la possibilità tecnico-fisico-amministrativa’, poi vista la mala parata ha annunciato 1 milione di euro di tagli, che però ancora nessuno ha visto. A Grosseto raccontano pure che per legge non si può toccare l’imposta sulla pubblicità. Peccato che a Castiglione l’abbiano sospesa per tutto il 2020. Evidentemente oltre il Km 28 si entra in un’altra dimensione, decisamente più fortunata della nostra. Allo stesso modo è sufficiente oltrepassare i confini del Comune e si scoprono amministrazioni comunali che annullano i canoni per gli impianti sportivi, rendono gratuiti i parcheggi e riducono gli affitti degli immobili comunali dati in locazione“.

“C’è da sospettare che la Giunta comunale di Grosseto o non si sia resa conto di quanto successo in questi mesi, o sia così concentrata a promuovere il proprio leader, magari con spot girati con i droni sul tino di Moscona (una semplice conferenza stampa sarebbe stata troppo sobria in tempi di Covid?) – termina il comunicato, da non vedere il pericolo che stiamo correndo“.

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