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Arte contemporanea: nasce “Officine Chigiotti”, uno spazio privato aperto ai grossetani

Nasce “Officine Chigiotti“, un progetto architettonico che ridisegnerà l’angolo tra via Corridoni e viale Porciatti e creerà un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea, privato, ma aperto al pubblico su prenotazione.

L’avvio del progetto coincide con l’istallazione di un’opera dell’artista Flavio Favelli nei locali dove ha avuto origine, nella metà dell’altro secolo, una delle aziende meccaniche più importanti della Maremma, la “Chigiotti S. & M”. L’opera di Flavio Favelli rimarrà in questi spazi fino alla conclusione del cantiere del nuovo edificio, a patto che l’opera non trovi un’altra destinazione. In questo caso l’opera di Favelli sarà sostituita da un’opera di un altro artista sempre di fama internazionale.

L’intento delle “Officine Chigiotti” è quello di dare agli artisti la possibilità di presentare una propria opera che – per dimensioni o materia o natura – troverebbe difficoltà ad essere esposta e vista. Non un museo, non una fondazione, ma un luogo fisico dove l’opera possa essere ospitata e vista, in attesa di una collocazione definitiva.

Un intento che risponde all’esigenza di dare una dimensione comunque diversa al modo di collezionare l’arte – spiega Giuseppe Chigiotti, qualcosa che vada al di là di quella dimensione domestica che l’arte contemporanea sempre più spesso sembra aver perduto. Vogliamo provare, in qualche modo, ad andare anche oltre all’idea di possesso dell’opera, spostandosi piuttosto sul concetto di ospitalità, quella ospitalità a tempo che permetterà all’opera di essere vista, conosciuta e magari acquisita da un museo, da una fondazione, da un collezionista”.

L’opera di Favelli – che ha anche realizzato l’insegna di “Officine Chigiotti” rielaborando una vecchia insegna che era in loco – sarà presentata alla città sabato 18 novembre dalle 17, in concomitanza della presentazione del progetto. Quel giorno, gli spazi saranno aperti a tutti mentre in seguito, trattandosi comunque di spazio non pubblici e di un’opera di proprietà privata, sarà visibile solo su prenotazione tramite e-mail all’indirizzo giuseppe@chigiotti.it. La visita sarà gratuita. Unico obbligo è la motivazione della visita.

L’opera di Favelli porta il nome di “Mobilia Essay”, un’installazione monumentale (298 x 545 x 745 cm) che consiste in un assemblaggio di mobili in radica dei primi anni del Novecento. Il lavoro tocca uno dei temi più cari all’artista: quello degli ambienti e delle case della borghesia italiana, con i loro interni austeri e decorosi, ricchi di memorie del passato.

Dopo circa dieci anni lascio un vecchio magazzino spettrale quanto basta per rimpiangerlo – racconta Favelli per descrivere le tre opere visibili alle Officine Chigiotti -. Ho deciso di allestire una nuova grande opera composta da mobili che da tempo raccolgo, una specie di grande costruzione finale, perché da qualche parte sento che c’è qualcosa che devo concludere. I francobolli, i mobili in radica e le insegne luminose fanno parte del mio passato. Sono cose, più dense degli oggetti, apparentemente distanti, ma in realtà sono le facce della stessa medaglia”.

Flavio Favelli vive e lavora a Savigno, in provincia di Bologna. Dopo la laurea in Storia Orientale, prende parte al Link Project (1995-2001). Ha esposto con progetti personali al MAXXI di Roma, al Centro per l’Arte Pecci di Prato, alla Fondazione Sandretto di Torino, alla Maison Rouge di Parigi e al 176 Projectspace di Londra. Nel 2008 ha progettato e realizzato Sala d’Attesa nel Pantheon di Bologna all’interno del Cimitero monumentale della Certosa, che accoglie la celebrazione di funerali laici. Nel 2010 è stato artista in residenza all’American Academy di Roma. Partecipa alla mostra Italics allestita a Palazzo Grassi, Venezia (2008) e al Museum of Contemporary Art (Moca), Chicago (2009) e a due Biennali di Venezia: la 50° (Clandestini a cura di F. Bonami) e la 55° (Padiglione Italia a cura di B. Pietromarchi). Nel 2015 l’opera Gli Angeli degli Eroi viene scelta dal Quirinale e dal Ministero della Difesa per rappresentare i militari caduti nella ricorrenza del 4 novembre.

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