Economia

Italia, sbarcano settanta nuovi operatori nel gioco d’azzardo online

Sempre più affollato il panorama italiano del gambling.

Nelle scorse settimane è stato pubblicato l’elenco degli operatori cui le autorità hanno affidato 67 nuove concessioni per il gioco d’azzardo online. Non solo. La lista potrebbe allungarsi poiché, nel momento in cui scriviamo, ulteriori 4 concessioni risultano assegnate con riserva.

Il bando di gara era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea nel corso del gennaio 2018. Destinato a operatori nostrani ma anche stranieri, metteva sul mercato un totale di 120 nuove licenze. Ognuna con un costo di concessione di 200.000 euro e una validità fino al prossimo 31 dicembre 2022.

Scommesse, giochi a pronostici, bingo, giochi di abilità, betting exchange. Questi i passatempi interessati dal bando di gara che è rimasto aperto fino al 19 marzo 2018. Dopo di che ha preso il via la fase di verifica messa in pratica dall’Adm, acronimo che sta per Agenzia delle dogane e dei monopoli, e che ha portato all’assegnazione delle 67 licenze più le 4 con riserva.

E così lo Stato ha incassato una cifra di poco superiore ai 14 miliardi di euro. Anche se la previsione, nel caso fosse stato registrato il sold out con l’assegnazione di tutte e 120 le concessioni messe a disposizione, era di raggiungere quota 24 miliardi di euro.

Gli stessi operatori del settore si stanno interrogando sul perché di una partecipazione al di sotto delle aspettative. Complicato annoverare fra le cause, come invece qualcuno ha fatto, la nuova normativa che dalla scorsa estate regola il settore italiano del gambling. Anche perché voluta da un esecutivo entrato in carica soltanto nel mese di giugno 2018 e composto dopo le elezioni politiche andate in scena a inizio marzo, vale a dire due settimane prima la chiusura dei termini per partecipare al bando. Tuttavia non possiamo escludere che i continui rumors circa un probabile intervento nel comparto abbiano indotto diversi operatori a restare sulle proprie posizioni e attendere l’evolversi della situazione.

Non dobbiamo scordare, infatti, che il gioco d’azzardo ha raccolto nel Bel Paese 101,7 miliardi di euro nel corso dei dodici mesi del 2017.

A renderlo noto il “Libro Blu”, pubblicazione edita ogni anno proprio dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un tesoretto che mette assieme il volume d’affari proveniente dall’offline, vale a dire il circuito tradizionale fatto di agenzie per le scommesse, sale bingo, corner presenti nelle tabaccherie, e quello frutto delle attività che trovano cittadinanza nella Rete. Il primo nel 2017 ha raggiunto quota 74.745 milioni di euro. Il secondo, nello stesso anno, 26.932 milioni di euro.

A colpire è però un altro aspetto.

Mentre il gioco sulla rete fisica ha mostrato un rallentamento rispetto al 2016, quello online ha continuato a crescere rendendo possibile scollinare il traguardo simbolico dei cento miliardi di euro.

Una cifra forse impensabile nell’estate del 2011 quando fecero la loro comparsa le prime sale da gioco online col suffisso “.it” e per questo abilitate a operare dalle autorità italiane.

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