Home Notizie dagli Enti Geotermia, la Toscana punta al raddoppio. Monni: “Governo, basta incertezze”

Geotermia, la Toscana punta al raddoppio. Monni: “Governo, basta incertezze”

di Redazione
1 commento 21 views

La Toscana punta al raddoppio della potenza geotermica in tempi brevi. A Earth, fiera dell’innovazione tecnologica in campo ambientale, l’assessore regionale all’ambiente Monia Monni fa chiarezza sulla posizione dell’amministrazione regionale e chiede un deciso intervento del Governo, invitando a rompere l’attuale situazione di ‘non decisione’ per arrivare già nel 2030 ad un incremento di 200 MW di potenza.

“In Toscana la geotermia è la regina delle rinnovabili – ha detto Monni, è sicura, non influenzata dal meteo e rappresenta un’occasione di crescita per l’intero territorio. Non possiamo perdere il treno del raddoppio della potenzia geotermica da installare in Italia al 2050 e, da subito, dobbiamo lavorare per arrivare ad un incremento di 200MW al 2030”.

“Il Governo – chiarisce l’assessoredeve uscire dall’incertezza e metterci nelle condizioni di centrare gli obiettivi fissati sull’energia da fonti rinnovabile fin dalla fine di questo decennio. Le strade sono due: mettere la Regione nella condizione di fare subito le gare, vista la scadenza delle concessioni al 2024, consentendo comunque il riconoscimento degli investimenti che devono essere fatti oggi senza tentennamenti, oppure prorogare le concessioni dialogando con l’Unione Europea con un sano senso di pragmatismo, necessario in questo difficile momento storico. Questa situazione di non decisione comporta solo decadimento, anche ambientale, della risorsa geotermica. Non vi sono soluzioni intermedie, anche perché ogni strada che blocchi lo sviluppo della geotermia in Italia e in Toscana troverà la nostra più ferma opposizione”.

L’assessore prosegue illustrando le potenzialità della risorsa geotermica. “Forse non tutti hanno chiaro – prosegue l’assessoreche la geotermia ha gli stessi livelli di efficienza delle energie non rinnovabili e che 1MW di potenza geotermica installata equivale, in termini di produzione, a 7MW di fotovoltaico. Inoltre, rappresenta un volano di crescita per un intero territorio, visto che aree spesso spopolate e considerate povere di opportunità lavorative potranno essere rese più attrattive ed appetibili, sviluppando le loro infrastrutture e la loro economia”.

In Toscana sono presenti 34 centrali geotermoelettriche, per una potenza installata netta di circa 760 MW (totale 916MW). La produzione elettrica annua da fonte geotermica è pari a circa 5,6 miliardi di chilowattora che, complessivamente, soddisfano quasi il 34% del fabbisogno energetico della Regione, equivalente ai consumi di oltre 2,1 milioni di famiglie italiane. Questa percentuale sale al 70% se consideriamo la sola produzione da rinnovabili.

“Affrontare la transizione energetica vuol dire anzitutto ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare la nostra resilienza e contrastare le cause che incidono sui cambiamenti climatici. Già prima dello scoppio della guerra in Ucraina ripetevo che le forniture energetiche rappresentano un asset strategico di interesse nazionale. Si deve ridurre la dipendenza dalle importazioni. Al nuovo Governo chiedo su questo tema risposte chiare e veloci, così come ho fatto negli ultimi due anni in particolare con il Ministro Cingolani. La diffidenza che ha rallentato lo sviluppo di questo settore – conclude l’assessore deve esser superata perché i risultati di una delle più importanti indagini epidemiologiche che siano mai state condotte fino ad oggi, con oltre 10 anni di studi approfonditi, dimostra che non ci siano impatti significativi sulla salute derivanti dall’attività geo-termoelettrica. Un limite allo sviluppo deriva dal fatto che la geotermia viene vista come una risorsa esclusivamente toscana, ma nonostante ciò incide per il 3% sul mix energetico nazionale e quindi è anche una risorsa nazionale, il Governo centrale deve lavorare perché su questo fronte si compia un vero salto di qualità”.

Print Friendly, PDF & Email

1 commento

Alvaro 7 Ottobre 2022 | 21:52 - 21:52

L’assessore pensa solo a raddoppiare la geotermia che richiede tempi di realizzazione molto lunghi ( 5-6 anni) con costi elevati e tante problematiche ambientali a carico dei territori che le ospitano e trascura le vere rinnovabili (fotovoltaico-eolico-ecc.) che in Toscana non sono adeguatamente promosse anche se meno costose e realizzabili in tempi brevi. In Toscana risulta che la produzione di energie rinnovabili, escludendo la geotermia, raggiunge appena l’11% , una percentuale fra le più basse nelle regioni italiane. Allora perchè non pensa a promuovere le vere rinnovabili che hanno peraltro un alto livello di accettazione sociale in quanto sono più rispettose dei territori , delle matrici ambientali (aria-suolo-acqua) e della salute.
L’Amiata, che la Regione vuole sacrificare allo sviluppo geotermico, ha risorse naturali più importanti da tutelare come il bacino idropotabile e termale più importante della Toscana che non possono essere minacciate da uno sviluppo selvaggio come viene prospettato dall’assessore Monni.

Rispondi

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbero interessare

Le tue preferenze relative alla privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy