Pubblicato il: 23 Gennaio 2020 alle 10:11

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“Non è vero ma ci credo”: la commedia di Peppino De Filippo in scena al teatro degli Industri

Il laboratorio teatrale Ridi Pagliaccio annuncia l'inizio della dodicesima edizione di "Non ci resta che ridere"

Il laboratorio teatrale Ridi Pagliaccio annuncia l’inizio della dodicesima edizione di “Non ci resta che ridere“, festival di teatro comico e tragicomico della di Grosseto, per la direzione artistica di Giacomo Moscato.

Domenica 26 gennaio, alle 17.00, al teatro degli Industri di Grosseto, andrà in scena il primo spettacolo del festival, “Non è vero ma ci credo“, una divertente commedia scritta da Peppino De Filippo e messa in scena dalla compagnia “La prova generale” di Ribolla. In scena, con la regia di Sandra Parisi, si esibiranno Paolo Banfi, Stefano Ricca, Norberto Sabatini, Andreina Guerra, Laura Sottani, Francesca Sabatini, Roberto Campanelli, Gianfranco Agovino e Ornella Tognarini.

La trama

Il personaggio del Cavalier Gervasio Savastano raccoglie e concentra in sé i temi classici della commedia napoletana: il malocchio e la superstizione, gli affetti familiari, le figlie femmine sottomesse all’autorità incontrastata del padre. Gli affari del Cavaliere, proprietario di una fabbrica di conserve, cominciano ad andare per il verso sbagliato e lui, fortemente superstizioso, crede di poter dare la colpa a un proprio dipendente (Belisario Malvurio), che pertanto viene licenziato. Il Cavaliere, intanto, deve vedersela anche con il problema rappresentato dalla figlia, innamorata di un giovane da lui non ritenuto degno di diventare suo genero. Nel frattempo, si presenta al Cavalier Savastano un altro giovane in cerca di lavoro, che, essendo in possesso di una vistosa gobba benaugurante, viene immediatamente assunto. E, con l’ingresso in azienda del giovane gobbo portafortuna, l’indesiderato innamorato di Rosina sembra sparire. Tutto in azienda torna a funzionare e gli affari riprendono ad andare a gonfie vele, sino a quando il gobbo portafortuna non confesserà al Cavaliere di essere innamorato di Rosina e, ritenendo di non essere degno di lei, comunicherà di voler dare le dimissioni. Il Cavaliere, per non perdere il giovane che con la gobba gli ha raddrizzato gli affari, e nonostante tema che i futuri nipoti possano nascere tutti con la gobba, convince la figlia Rosina a sposarlo… ignaro dell’immancabile raggiro che il finale svelerà.

“Non è vero ma ci credo”, portato in scena per la prima volta nel 1941, è senz’altro il testo più famoso della produzione teatrale di Peppino De Filippo e una delle rappresentazioni più fortunate della compagnia dei fratelli De Filippo (Eduardo, Titina e Peppino). Il successo della commedia fu così vasto, che essa dieci anni più tardi fu replicata in versione cinematografica, interpreti principali lo stesso Peppino De Filippo, la sorella Titina e il figlio Luigi. Il tema conduttore è la superstizione e il titolo (che è anche l’ultima battuta della commedia) già la dice lunga sull’importanza di essere superstiziosi. Insomma, la superstizione è una specie di “non si sa mai”, come spiegato niente di meno che da un filosofo come Benedetto Croce, abruzzese di nascita, ma trapiantato e cresciuto a Napoli (“Non è vero, ma prendo le mie precauzioni“). E la raccomandazione del grande filosofo era condivisa dall’altrettanto grande commediografo e attore Eduardo De Filippo: “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male“.

Sotto la direzione di Sandra Parisi, gli attori della compagnia La Prova Generale si sono trovati perfettamente a loro agio nei panni e nelle situazioni comiche di personaggi di apparente tipicità napoletana, ma in realtà universali. Perché la superstizione e i suoi rituali, sotto sotto, sono metafore che accompagnano i “personaggi” reali di tutti tempi e in tutte le latitudini.

Il festival “Non ci resta che ridere” 2020 è frutto della collaborazione tra il laboratorio teatrale Ridi Pagliaccio (produttore), la Fita–Grosseto (organizzatrice), il Comune di Grosseto (co-organizzatore) e Banca Tema (sponsor ufficiale del festival).

Il costo dei biglietti – già disponibili in prevendita all’edicola “La Pace” di Grosseto, è di 12,00 euro. Fino al giorno dello spettacolo, sarà ancora possibile abbonarsi all’intero festival inviando una e-mail all’indirizzo giacomo.moscato73@gmail.com. Il costo dell’abbonamento è di 50,00 euro per cinque spettacoli.

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