Pubblicato il: 2 Febbraio 2016 alle 21:29

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No al razzismo no al sessismo: giovedì la manifestazione a Grosseto

Contro la violenza maschile sulle donne, contro il razzismo l’Associazione Olympia De Gouges , l’ Associazione Raccontincontri, l’Associazione Centrodonna, l’ ARCI Provinciale, la Rete Antidiscriminazione Grosseto, la Commissaria di Parità Provincia di Grosseto, la Commissione Pari Opportunità Comune di Grosseto, il Coordinamento SPI CGIL, Amnesty International, l’ Arcigay, Forum Cittadini del Mondo, invitano donne e uomini a manifestare il 4 febbraio alle 10:30, in piazza Dante, a Grosseto.

No al sessismo no al razzismo è lo slogan con cui hanno manifestato le donne a Colonia dopo le brutali violenze del 31 dicembre; a significare la stessa natura dei due fenomeni: quello degli uomini, che concepiscono le donne solo come oggetto di proprietà e le eliminano quando queste si affrancano (il femminicidio docet) o, nella migliore delle ipotesi, le considerano delle “minori a vita” da tutelare; quello dei “puri” di turno (nazisti, razzisti, integralisti…), che per affermare la propria identità hanno bisogno di eliminare/inferiorizzare tutti i “diversi”.

A causa della inerzia delle forze locali di polizia, ancora non sono chiari fino in fondo gli accadimenti di Colonia, sappiamo quello che le donne hanno denunciato, assistiamo al dibattito che si sta svolgendo.

Da parte nostra, vogliamo mettere sotto i riflettori il vero e unico problema – affermano gli organizzatori della manifestazione di Grosseto -: quello di una sessualità maschile che ha bisogno di nutrirsi di dominio sull’altro/a, fondamento della cultura delle nostre società ancora patriarcali, anche se con tratti diversi, dovuti alla evoluzione storica delle varie aree del mondo.

Non facciamo sconti a nessuno su questo piano: né all’Islam né all’Occidente.

Senza nulla togliere alla gravità dei fatti di Colonia, dobbiamo ancora una volta rimarcare l’ardore delle voci maschili quando si può stigmatizzare la violenza sulle donne fatta in luoghi pubblici, da parte di uomini ‘altri’, a fronte del silenzio sulla violenza che è la prima causa di morte per le donne, nel mondo, quella perpetrata nelle case o in luoghi amici, da parte di maschi parenti o sodali.

Crediamo che sia giunto il tempo in cui gli uomini prendano le distanze, pubblicamente e individualmente, dalla cultura patriarcale, che desiderino ridefinire un  ‘patto tra donne e uomini’ alla luce del rispetto reciproco e del riconoscimento delle differenze.

Come donne siamo impegnate a declinare e valorizzare il principio femminile della relazione, che ci viene dalla esperienza, reale o simbolica, di contenere ‘ l’altro’, di alimentarlo .

  • Condanniamo con forza la violenza di branco di uomini , che lo sguardo totalizzante dei media vuole tutti ‘islamici’;
  • Denunciamo la sottovalutazione dei fatti e la inefficienza del sistema di sicurezza locale a Colonia, come se fosse ‘normale’ che in certe occasioni le donne possano essere molestate, se osano andare fuori dalle case;
  • Ci chiediamo ‘Ma dove erano gli uomini ‘normali’ in quella piazza, quando tutto ciò stava accadendo?’ anche per loro tutto era nella norma?
  • Ribadiamo la priorità dell’accoglienza rispetto alla paura e ai muri, un’accoglienza vera, scevra da ‘buonismi’ sterili, nutrita dalla consapevolezza che le differenze storiche e culturali esistono, che il rapporto con gli ‘altri’ ci mette in discussione come singoli e come comunità
  • Affermiamo che la laicità, l’autodeterminazione delle donne e l’inviolabilità del loro corpo sono valori per noi irrinunciabili.”
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