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“Niente che sia oro resta”: lo spettacolo in scena alla Cavallerizza

Sabato 25 settembre, alle 22.30, in occasione della Notte della Cultura

La compagnia Francesca Selva torna ad essere protagonista a Grosseto.

Sabato 25 settembre, alle 22.30, in occasione della Notte della Cultura, andrà in scena in prima assoluta nella città maremmana, presso l’Arena Cavallerizza sulle mura medicee, lo showcase di “Niente che sia oro resta“, l’ultima produzione firmata dalla coreografa italo-francese Francesca Selva. Si tratta di un adattamento site specific volutamente minimal che lascia spazio all’ improvvisazione, guidata da Francesca Selva con i danzatori Luciano Nuzzolese, Maria Vittoria Feltre e Silvia Bastianelli.

“Siamo felici di portare a Grosseto una versione molto originale del nostro ultimo lavoro. La costruzione di questo showcase è pensata per l’occasione ed è arricchita dall’ incontro con le altre realtà artistiche della città di Grosseto. dove i progetti della residenza artistica Codice Danza 58100 continuano a suscitare curiosità ed interesse“, spiega Marcello Valassina, regista dello spettacolo.

Liberamente ispirata al romanzo “The Outsiders. I ragazzi della 56ª strada” di Susan Eloise Hinton – da cui è tratto il celebre film di Francis Ford Coppola – la nuova produzione della Compagnia Francesca Selva/Con.Cord.D.A. riflette criticamente sulla fugacità e sulla fragilità dell’esistenza umana, a partire proprio dalla citazione dalla celebre frase poeta Robert Frost che dà il titolo allo spettacolo. Proprio come nel film che racconta il momento più delicato della vita di ognuno – il passaggio dall’adolescenza all’età adulta – Francesca Selva torna a interrogarsi sulla caducità dell’uomo, come era già accaduto nelle produzioni “XYZ”, “L’attesa” e nell’applauditissimo “Sulle labbra tue dolcissime”, vincitore del Premio Florence for Fringe.

In scena, i danzatori Silvia Bastianelli, Maria Vittoria Feltre, Luciano Nuzzolese e Luca Zanni descrivono attraverso piccoli gesti quotidiani, una ritrovata normalità che ci appare sublime nella sua semplicità. La danza è esaltata dalla leggerezza del fraseggio musicale, ispirato alle sonorità barocche che lasciano un senso di impercettibile malinconia, a tratti beffarda nella sua sontuosità.

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