Pubblicato il: 27 Maggio 2020 alle 17:21

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“Narrare le emozioni in emergenza”: ecco il progetto della Asl per raccontare storie al tempo del Covid

L'idea nasce a seguito della pandemia da Covid-19 e della conseguente emergenza sanitaria

Razionalizzare un evento “stra-ordinario” attraverso la scrittura. E’ questo l’obiettivo del progetto “Narrare le emozioni in emergenza”, ideato dall’Educazione alla salute nell’area Promozione ed etica della salute della Asl Toscana sud est e rivolto alle associazioni di volontariato, agli insegnanti di ogni ordine e grado e ai dipendenti della stessa Azienda.

L’idea nasce a seguito della pandemia da Covid-19 e della conseguente emergenza sanitaria che hanno rappresentato per il mondo intero una rottura della normalità, un sconvolgimento delle abitudini, con la messa in discussione anche delle più banali azioni, come quella di darsi la mano, e allontanando fisicamente le persone. In un tale contesto, imprevisto e imprevedibile, le reazioni emotive sono molteplici e può essere utile trovare una via per esprimerle ed essere poi elaborate e accettate.

Su questo presupposto si basa il progetto che punta a utilizzare la funzione terapeutica della scrittura in relazione all’esperienza emotiva legata all’emergenza coronavirus, condividendo riflessioni utili a inquadrare in una prospettiva di senso e significato questo periodo attraverso lo scambio umano.

A tal fine la narrazione può rappresentare il mezzo per raccontare la propria esperienza attraverso varie tecniche espressive (scrittura, immagini, foto, poesie, video, canzoni), che abbiano come denominatore comune la scrittura, poiché attraverso l’esposizione della propria storia è possibile riorganizzare l’esperienza, interpretarla e costruire la visione soggettiva della realtà.

E’ un invito a donare un’emozione, un ricordo, un’istantanea della realtà vissuta. Siamo le nostre storie e con il progetto intendiamo raccoglierle per non dimenticare e ripartire da questa memoria collettiva, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti da una simile vicenda”, afferma la dottoressa Guya Monti, responsabile del progetto.

Per il momento l’iniziativa si rivolge a tutti gli insegnanti, all’Auser per i centri anziani, alle associazioni per i disabili, con particolare partecipazione delle associazioni in supporto dell’autismo, ma in generale possono aderire tutte le associazioni che insieme alla Protezione Civile si sono impegnate nell’emergenza e ai dipendenti della Sud Est. I partecipanti verranno contattati per essere sensibilizzati e informati riguardo a finalità e modalità del progetto e gli elaborati dovranno essere inviati dal primo giugno fino al 30 ottobre 2020, all’indirizzo eas.narrazione@uslsudest.toscana.it.

Gli operatori dell’Educazione alla Salute raccoglieranno i lavori e successivamente una commissione composta da più professionisti sceglierà le testimonianze più significative che saranno presentate in un evento dedicato con l’intervento degli stessi autori, in data e modalità di svolgimento da definire in base al nuovo scenario post-Covid.

Per facilitare lo svolgimento, l’Educazione alla Salute suggerisce due tracce che i partecipanti possono seguire, entrambe o una sola, da corredare, se si vuole, con qualsiasi altra forma narrativa significativa per il soggetto che può decidere in piena libertà espressiva (foto, video, disegni, canzoni, poesie, citazioni…):

1 – Narra l’esperienza più significativa che hai vissuto in questo periodo di emergenza e le emozioni che l’hanno accompagnata;

2 – Esprimi il senso che hai dato a questo tempo.

“Conosciamo bene i numeri della pandemia, ma sappiamo che dietro e accanto ai numeri ci sono le storie, le persone, i momenti, le emozioni, i luoghi, i silenzi. Questo progetto darà voce a tutto ciò – spiega Stefania Polvani, presidente dell’associazione Medicina narrativa e dipendente della Sud Est -. Sarà anche grazie alle storie di malattia, di cura, di quotidianità, di perdita o di guarigione, che potremo dare significato a ciò che è accaduto e ascolto alla parte umana della cura”.

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