Pubblicato il: 21 Aprile 2020 alle 15:27

AmiataEconomia

Emergenza coronavirus, il movimento: “Geotermia valore aggiunto per la ripresa economica”

Il distretto geotermico toscano sta vivendo da circa due anni difficoltà sempre più gravi, iniziate quando, con l’abolizione degli incentivi per la geotermia nel primo decreto Fer (Fer1), si è avviata una crisi economica che, con le attuali chiusure dovute all’emergenza coronavirus, rischia di trasformarsi in una tragica ed incontrollabile recessione. Una crisi che, come abbiamo già avuto occasione di dire, impone da parte di tutti gli attori della vicenda, quali Governo, Regioni, Comuni, Enel, imprese, organizzazioni sindacali, scelte coraggiose“.

A dichiararlo, in un comunicato, è il movimento Geotermia Sì.

“L’occasione della cosiddetta Fase 2 può essere l’ultima chance per un sistema imprenditoriale e sociale che interessa aree già deboli per caratteristiche peculiari – continua la nota -. È necessario dunque ripartire seguendo ogni cautela sanitaria, ma contemporaneamente riattivando tutti quegli strumenti che consentano nuovi investimenti oltre che il mantenimento e la creazione di lavoro.  Oltre agli aiuti che il Governo sta mettendo in campo per il contrasto alla crisi, consideriamo gli incentivi per la geotermia previsti nel Fer2 uno strumento fondamentale per garantire sviluppo stabile e duraturo. In questo quadro è necessario che sia le istituzioni che Enel facciano la loro parte recuperando l’immediata riapertura dei tavoli di confronto già istituiti, superando ogni indecisione, riattivando un sistema economico che c’è, offrendo opportunità e riducendo per quanto possibile la burocrazia”.

“La situazione, infatti, presenta aspetti anacronistici considerato che, mentre al Governo si ricercano fondi e nuovi strumenti per garantire liquidità a imprese e cittadini, contemporaneamente si rinuncia a far ripartire pienamente un settore che è vivo e vivace, con margini di crescita straordinari, fornitore di energia pulita e rinnovabile per la comunità – prosegue il comunicato -. La crisi che stiamo attraversando, per tanti versi drammatica, può diventare un’importante opportunità per il settore geotermico di contribuire alla futura ripresa del nostro Paese. Oggi infatti è possibile:

  • semplificare in modo sostanziale le procedure burocratiche di tutte le istituzioni locali a partire dai Comuni fino alla Regione Toscana ed ai Ministeri, introducendo in modo strutturale nella gestione delle stesse la telematica per la concessione di permessi e autorizzazioni, certificazioni ed attestati;
  • rendere Cosvig una struttura sempre più efficace affinché siano incrementate e sviluppate ulteriori opportunità di lavoro per le aziende geotermiche ed affinché esso possa divenire sempre più uno strumento a disposizione dei Comuni per gestire progetti interni e di area. In questo senso riteniamo utile e necessario convogliare risorse provenienti da Comuni, Provincia e Regione in un programma di sviluppo e manutenzione straordinaria delle infrastrutture viarie, di edilizia pubblica e per il funzionamento della rete a banda larga riservando, anche in questo caso, l’affidamento dei lavori alle imprese locali;
  • una presenza concreta ed un ruolo sempre più attivo della Regione Toscana all’interno delle aree geotermiche per riattivare tutti i tavoli necessari ad approntare concreti strumenti di sostegno e finanziamento per le imprese che siano snelli e di attuazione rapida; in questo senso dovrebbe essere compito della Regione Toscana favorire anche un accordo con Governo e Comuni dell’area geotermica per riattivare lavori e investimenti che adottino per quanto possibile nuove regole attraverso le quali sia possibile ad Enel derogare dalle normali procedure adottate per l’affidamento di lavori, manutenzioni, appalti e forniture nel settore dell’industria geotermica, favorendo le imprese territoriali e dunque il distretto industriale consolidato delle aree geotermiche”.

“Riteniamo infine patrimonio essenziale ed inestimabile, da preservare in ogni ambito, l’unità raggiunta in questi due anni a livello politico, istituzionale e sindacale tra i territori della zona tradizionale e quella dell’Amiata, frutto della mobilitazione delle popolazioni di quei territori, la quale ha permesso di ottenere risultati importanti quali il mutamento dell’atteggiamento pregiudizialmente negativo di tanta parte della opinione pubblica verso la geotermia, le aperture ottenute dai vari Governi, oltre che la legge regionale che regola la materia – sottolinea il movimento -. Ogni deroga da questo patrimonio così navirusfaticosamente costituito non solo non sarebbe utile per i nostri cittadini, ma non sarebbe giustificata in alcun modo da chi invece ha capito che solo attraverso l’unità delle forze e delle proposte si raggiungono risultati stabili e davvero soddisfacenti”.

“Il movimento Geotermia Sì si opporrà quindi a qualsiasi strappo, a qualsiasi tatticismo a qualsiasi calcolo politico possa compromettere questo patrimonio unitario. Infine, come abbiamo già avuto più volte occasione di affermare, oltre che agire sulle esigenze immediate e contingenti, riteniamo indispensabile già in sede di trattativa per il Fer2 iniziare a tracciare percorsi che consentano ai territori geotermici una transizione per quanto possibile indolore in previsione dell’ormai prossimo rinnovo delle concessioni minerarie. È del tutto evidente quindi l’esigenza di unire gli investimenti straordinari con quelli ordinari che già hanno alimentato negli anni l’economia e la vita delle nostre comunità – termina il comunicato -. Il comparto geotermico non ha bisogno di assistenza, ma di occasioni di sviluppo e di garanzie per il lavoro, oltre che del riconoscimento della dignità, capacità e potenzialità delle sue aziende e di coloro che vi lavorano. Queste sono le risposte migliori che possono essere date dopo che un’intera nazione si è fermata, questo è investire nel futuro ed è su questo che i nostri cittadini valuteranno le capacità e l’affidabilità di coloro che li governano ed amministrano”.

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