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Capitale della cultura, i 5 Stelle: “Il Comune lavora solo per stare sotto riflettori e dividere”

“Inspiegabile l’atteggiamento del Comune di Grosseto nella corsa a Capitale italiana della cultura 2024: anziché lavorare per creare preziose opportunità, la scelta, ancora una volta, è quella di dividere”.

Così il Movimento 5 Stelle in una nota. “La logica del ‘con noi o contro di noi’ che distingue il modus operandi dell’amministrazione Vivarelli – continuano dal Movimento – appartiene a un’ideologia disastrosa che ha già creato sin troppi danni. Senza considerare che questo, più di ogni altro, è il momento di restare uniti, di lavorare per un bene comune. Servono ponti, non muri. Eppure la destra lavora solo per riflettori e divisioni”.

La candidatura a Capitale della cultura può e deve essere un qualcosa di prezioso che vede le realtà coinvolte correre compatte verso l’obiettivo. “Il Comune capofila, che tra l’altro è guidato dal Vivarelli Colonna che è pure presidente della Provincia, – spiegano dal Movimento 5 Stelle – non si è mai premurato a sufficienza di coinvolgere, con atti ufficiali, le altre realtà del territorio. Forse troppo ghiotta l’opportunità di poter sfoggiare sotto i riflettori elettorali una corsa così ambita. Ma è proprio tutto questo che noi condanniamo: la spettacolarizzazione di un possibile prezioso traguardo. La destra, ancora una volta, piega la realtà e l’interesse pubblico per fini di parte“.

“Intendiamoci, pure dal fronte amiatino qualcosa in più poteva e doveva essere fatto in termini di inclusione. Ma spettava al capoluogo di provincia, che ha peso, risorse e mezzi ben più ingenti, tessere i fili del dialogo. Alla fine a rimetterci saranno i cittadini: si ritroveranno – concludono dal Movimento 5 Stelle – una doppia candidatura che sarà rivenduta da qualcuno come segnale di fermento culturale, ma che in realtà maschera l’inadeguatezza amministrativa della destra incapace di trovare soluzioni unitarie per vincere le sfide del futuro e sorda davanti a ogni progetto che non preveda riflettori esclusivi puntati sul sindaco e i suoi colonnelli”.

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