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“Verrà il tempo”: Stefano Ferrari espone alla galleria “Arti in corso”

Sabato 9 luglio, alle 19, alla galleria d’arte e associazione culturale “Arti in corso”, in piazza del Popolo, a Magliano, è in programma l’inaugurazione della mostra “Verrà il tempo – Memoriale per la pace“, di Stefano Ferrari, a cura e con video di Raffaella Bozzini.

La mostra, patrocinata dal Comune di Magliano e organizzata con la collaborazione di Q ArtCapalbio e di Caherine Porta, sarà visitabile tutti i giorni fini al 22 luglio.

“Verrà il tempo in cui tutte le persone si incammineranno sul sentiero della Buddità e solo la Legge mistica fiorirà in tutto il paese, il vento non spezzerà i rami o le fronde, né la pioggia cadrà così forte da rompere una zolla.. I disastri si allontaneranno dal paese e la gente sarà libera dalla sfortuna. Le persone impareranno anche l’arte di vivere esistenze lunghe e realizzate”.

 da “La pratica dell’insegnamento del Budda”, Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4

Le frasi che hanno ispirato il progetto delineano un mondo utopico, sembrano fuori luogo in un momento così drammatico come quello attuale, dove pandemia, guerra, disastri naturali hanno infranto certezze ed equilibri. Ma anche il Giappone del XIII secolo non era da meno. Eppure un monaco buddista delinea con poetica passione l’immagine di un mondo dove anche il vento sarà in armonia e non romperà le fronde. Il mezzo per realizzare la visione meravigliosa per questo monaco era seguire una via spirituale specifica. Noi come possiamo creare e utilizzare l’utopia? Guardando oltre alla paura, oltre a quello che vediamo, immaginando qualcosa di grande, sereno e bello, come il cielo, cercando di essere migliori e di far nascere la speranza dove non c’è. Naturalmente senza negarci la consapevolezza del presente e di quello che sta accadendo.

L’installazione di Stefano Ferrari sa parlare di distruzione e di guerra, ma anche di ricostruzione e di rigenerazione. Utilizza elementi metallici corrosi dalla ruggine, che un tempo costellavano la vita quotidiana delle campagne e dei paesi, tolti dal loro contesto e sommati in un organismo unico. Sono tracce di donne e uomini, di vite che si sono succedute. A illuminare questi materiali antichi e sofferti arrivano le proiezioni di cieli luminosi – i video di Raffaella Bozzini -, come un respiro sereno che promette l’alba e che ce la fa sentire vicina.

Stefano Ferrari ha il dono e la capacità di trasformare materiali abbandonati, che non vengono più utilizzati e che nessuno ricicla, in nuove forme. Li ripulisce dal loro carico di pesantezza e ne esaltata l’energia, senza mai perdere di vista l’armonia naturale delle cose. Anche con questa installazione multimediale riesce a compiere il gesto alchemico della trasmutazione dei metalli vili in oro.

Stefano Ferrari, laureato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, ha insegnato design e progettazione in istituti superiori. Ha partecipato con le sue opere, specialmente installazioni, a diverse mostre. Nel 2011 ha fondato QArt a Capalbio, azienda artigiana specializzata in pezzi unici d’arredamento e upcycling attraverso il recupero di materiali e oggetti.

Raffaella Bozzini è curatrice d’arte e presidente della storica galleria romana Edieuropa QUI arte contemporanea. In questa installazione Stefano e Raffaella sono riusciti ad amalgamare le loro peculiarità e a restituirci una visione di possibilità di pace.

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