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“L’ombra di Dante”: ecco la mostra che interpreta in chiave contemporanea l’opera del Sommo Poeta

Ospite d'onore Sergio Staino. Dal 15 ottobre al 25 marzo, alla biblioteca comunale undici stendardi a tema dantesco

L’associazione culturale Art@ltro APS, in collaborazione con il Comune di Massa Marittima, per celebrare l’anno dantesco nella Città del Balestro, pensando alla presenza di Palazzo Pannocchieschi, con la Pia, e al centro storico con un forte carattere medioevale, propone la mostra “L’ombra di Dante“, visitabile alla biblioteca comunale “Gaetano Badii” dal 15 ottobre 2021 al 25 marzo 2022.

Si tratta di una mostra originale pensata con l’allestimento di stendardi che ‘cascano’ dalle travi del soffitto nella sala centrale della biblioteca. Stendardi a tema dantesco di grande formato, ciascuno dei quali interpreta l’opera e la figura di Dante Alighieri secondo una visione contemporanea.

Gli autori delle opere sono: Sergio Staino, invitato d’onore, che partecipa all’esposizione con “Rosso è il colore di speme e anco d’amore”; Bertram Biersack in “Parole e opere”; Gian Paolo Bonesini, con “L’Inferno nella testa”; Angela Casagrande con “Unione”; Bruno Di Blasi in “Disperazione”; Osvaldo Maffei con “Allegoria”; Carla Moscatelli, con l’opera “All’ombra dei glicini”; Massimo Pelagagge con “E quindi uscimmo a riveder le stelle…”; Fabio Sartori in “Inferno o paradiso?”, Carlo Tardani con “…Per me si va tra la perduta gente”; Mauro Tozzi con “Le ombre del passato”.

“Una mostra prestigiosa – afferma Irene Marconi, assessore comunale alla cultura –, che porta lustro alla città di Massa Marittima e che nasce dalla proficua collaborazione tra amministrazione comunale e Art@ltro Aps, per celebrare i 750 anni dalla morte di Dante Alighieri“.

Ombra” sta a significare che anche qui si è avvertito il passaggio del Sommo Poeta, tanto che ne è rimasta una traccia effimera: un’ombra appunto, comunque significativa e di grande peso storico e culturale. Questa mostra la riprende e la riporta all’evidenza, attraverso il linguaggio e l’espressione artistica. Gli autori hanno utilizzato mezzi espressivi diversi (disegno, grafica, fotografia, pittura), tanto che colpisce la varietà delle interpretazioni che Dante ha potuto ispirare. Ogni visitatore può dunque ‘scegliere’ quella che meglio risulta affine alla sua sensibilità e, allo stesso tempo, godere dell’insieme che irrompe in un ambiente antico dedicato alla cultura e al silenzio.

La mostra è visitabile negli orari di apertura della biblioteca comunale: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 14 alle 19 e il giovedì e il sabato dalle 9 alle 13.

Gli autori e i loro stendardi

Sergio Staino

“Rosso è il colore di speme e anco d’amore”.

“La bandiera rossa sembra sia nata durante la comune di Parigi immergendo un lenzuolo bianco nel sangue dei caduti. Anche se non fosse andata così, l’amerei lo stesso perché da allora è stata il simbolo delle masse sofferenti che chiedevano libertà e giustizia – dichiara Staino –. Nonostante che spesso sia stata usata molto male e addirittura in senso contrario al suo spirito, rimane il sogno e l’utopia di chi vuole una società di liberi e uguali. Qualcuno l’ha riposta in un cassetto, Dante l’ha trovata e se ne è fatto un vestito, quasi a segnalare una forte vicinanza tra l’utopia politica e la grande poesia legata alle sorti dell’uomo“.

Bertram Biersack

“Parole e opere”

Un’immagine disegnata per indurci a riflettere su come comunichiamo e ci comportiamo con gli altri – spiega Biersack, proponendo un parallelo tra il mondo di Dante e quello in cui oggi viviamo”.

Gian Paolo Bonesini

“L’Inferno nella testa”

“L’Inferno poetico di Dante è terribile, come le pene inflitte ai dannati – dichiara Bonesini -. È un Inferno immaginario che, tuttavia, può diventare reale nel quotidiano della gente, quando angoscia e paura arrivano e invadono la testa… Dante ‘vede’ l’umanità con la grandezza della sua narrazione, oggi come allora“.

Angela Casagrande

“Unione”

Una composizione per ricordare come Dante abbia contribuito all’unità dell’Italia – spiega Casagrande -, partendo proprio dalla lingua“.

Bruno Di Blasi

“Disperazione”

…”L’ ombra dei dannati si allunga attraverso i secoli – spiega Di Blasi e suggerisce solamente disperazione“…

Osvaldo Maffei

“Allegoria” (performance di Osvaldo Maffei | foto di Antonello Veneri)

“Chi meglio del sommo Poeta seppe far buon uso dell’allegoria? L’immagine coglie Il rapporto fra la monumentalità del Dante in bronzo e l’effimera teatralità dell’artista – spiega Maffei, in cerca di riconoscimento come improbabile prelato… dai gesti apparentemente muti s’intuisce la forza della retorica che gioca fra verità e finzione”.

Carla Moscatelli

“All’ombra dei glicini”

“Partendo dal poemetto di Dante “‘Il fiore’, viene qui interpretato l’Amor cortese – spiega Moscatelli: una figura femminile, in abiti trecenteschi di chiara ispirazione giottesca, è dipinta con un tenue color viola nell’incarnato per armonizzarla con lo sfondo e per farla entrare nel contemporaneo“.

Massimo Pelagagge

“E quindi uscimmo a riveder le stelle…”

Ultima riga del Canto dell’Inferno, con Dante e Virgilio sulla spiaggia dell’Antipurgatorio – dichiara Pelagagge -: un auspicio per un ritorno alla normalità, dopo un periodo davvero difficile“.

Fabio Sartori

“Inferno o paradiso?”

“Potrebbe sembrare un Inferno dantesco ma, a guardare bene, ecco definirsi il luogo… sono le Biancane di Monterotondo Marittimo, dove l’ambiente surreale ci spinge a vedere lontano, verso il mare e la pianura – spiega Sartori, verso il paradiso futuro delle energie rinnovabili“.

Carlo Tardani

“…Per me si va tra la perduta gente”

“Una parte del grande murale realizzato da Keith Haring a Pisa e una donna colta dall’obbiettivo mentre vi passa davanti… le figure dipinte simili alle anime dei dannati che si dirigono verso un Acheronte contemporaneo e la persona che, presa nel vortice di tutti i giorni – spiega Tardani -, vi arriva in modo inconsapevole”.

Mauro Tozzi

“Le ombre del passato”

“Molte ombre ci portiamo dentro: quelle piccole, familiari, personali, tristi o allegre, crudeli o tenere; e quelle grandi, della storia, dei grandi eventi che hanno segnato nel bene e nel male le nostre vite – dichiara Tozzi -. Oggi sappiamo che, volenti o nolenti, siamo uniti dalla lunga ombra di Dante, che attraversa da secoli le generazioni“.

Nella foto: l’assessore Irene Marconi, Costanza Soprana, presidente dell’associazione ArtAltro, Roberta Pieraccioli, direttrice della biblioteca.

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