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Covid, il Mosaico del Volontariato: “Associazioni dimenticate dal piano vaccinale”

“Si ricordano di noi solo quando hanno bisogno loro"

Operatori, caregiver e volontari sono snobbati dalla Asl e Regione Toscana per la vaccinazione anti-covid“.

Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina e a cui ha partecipato anche il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, i responsabili delle associazioni riunite all’interno del Mosaico del Volontariato hanno lanciato un nuovo grido di allarme alle istituzioni sanitarie e alla Regione Toscana per segnalare che, ad oggi, il loro personale e i volontari, nonostante i ripetuti appelli degli ultimi giorni, non sono stati sottoposti alla vaccinazione contro il Covid.

“Le istituzioni si ricordano di noi solo quando hanno bisogno loro. La nostra opera è di un grande valore per il tessuto sociale e spesso sopperisce alle mancanze delle istituzioni stesse – è in sintesi la denuncia fatta dal Mosaico del Volontariato -. Non vaccinarci mette a rischio noi, le nostre famiglie e tutti i nostri assistiti”.

“Ho sentito la necessità di organizzare questa conferenza stampa per stigmatizzare il fatto che ad oggi gli operatori e i caregiver di varie associazioni di volontariato della provincia di Grosseto non sono ancora stati vaccinati, nonostante le ripetute richieste e gli appelli lanciati ormai da tempo e, nonostante tale disservizio, continuano ad operare – ha dichiarato Valentina Corsetti, dell’associazione Musical-mente -. Spero che questo ulteriore grido di allarme serva a risolvere questo problema”.

“Il decreto del 12 marzo scorso riporta le tipologie di persone che dovevano avere priorità nell’essere vaccinati: soggetti fragili e fragilissimi e i loro famigliari, i così detti caregiver – ha sottolineato Roberto Martinelli, coordinatore del Mosaico del Volontariato -. Purtroppo qui a Grosseto ci sono ancora genitori di bambini e ragazzi fragilissimi in attesa di essere vaccinati. Vi invito a immaginare se si dovessero ammalare questi genitori. Chi si prenderebbe cura dei loro figli, visto che in questo momento anche il sistema, che in tempi normali potrebbe sostituirli, non è in grado di sopportare ulteriori carichi? Anche il personale sanitario rientra tra quelli che avevano diritto di precedenza. Ebbene, ancora non lo sono, e nello specifico quelli de La Farfalla: pur essendo operatori sanitari non sono ancora vaccinati, ma nonostante tutto continuano ad andare ogni giorno dai loro assistiti fragili per portare avanti il lavoro di assistenza domiciliare, nonostante i ripetuti tentativi di entrare nei siti regionali e nella panchina vaccinale“.

“E le volontarie del centro antiviolenza che vengono chiamate ad assistere e seguire donne vittime di violenza domestica nei pronto soccorso? Sono sicuro che vi renderete perfettamente conto che le donne maltrattate non arrivano certo da situazioni famigliari dove vengono rispettati i codici di comportamento anti-Covid – ha continuato Martinelli -. E che dire dei donatori di sangue? Addirittura si ravvisa la diminuzione dei nuovi donatori e a livello nazionale si stravolge il precedente Decreto, adottando due misure diverse, visto che prima era riconosciuto loro un ruolo essenziale ed oggi tutto questo non lo è più. La nostra associazione, che come tutti sapete, raggruppa una serie di associazioni di varie dimensioni, si è da subito attivata per cercare di ottenere informazioni, risposte e indicazioni precise. Ci siamo ritrovati ad essere rimpallati da un ufficio all’altro, da una istituzione all’altra, senza mai arrivare a nulla. Neppure l’intervento del nostro sindaco, che desideriamo ringraziare per la sua diponibilità, vicinanza personale ai volontari e rapidità di intervento in nostro favore, che in un primo momento sembrava aver dato esito positivo con l’attivazione di un numero verde, in realtà si è rivelato essere la solita bufala. Il numero è sempre occupato o non risponde“.

“Mi piace farvi presente che i nostri operatori sanitari, che ribadisco non sono stati vaccinati, avrebbero anche potuto essere utilizzati per incrementare il numero dei vaccinatori a costo zero – ha ribadito Martinelli –. La cosa che più ci mortifica comunque, in tutta questa brutta storia, è la mancanza di rispetto da parte delle istituzioni, mancanza che abbiamo proprio potuto toccare con mano. Ci rivolgiamo quindi, oltre al sindaco qui presente, ai consiglieri provinciali e regionali, agli assessori regionali, al Comandante Figliuolo e al Ministro Speranza per denunciare il mancato rispetto del decreto, nonché il mancato riconoscimento del nostro ruolo. Se il volontariato è stato e continua ad essere celebrato come risorsa importante e imprescindibile nel nostro Paese, perché viene completamente ignorato?“.

“Ci è chiaro che in questo momento i vaccini scarseggiano, ma quello che vogliamo sottolineare è che la Regione Toscana, prima del decreto del 12 marzo, aveva stabilito le categorie che dovevano avere la precedenza. Ebbene il volontariato non rientrava tra le categorie a cui dare la precedenza nonostante i volontari, quotidianamente, aiutino persone deboli e ammalate per le quali è difficile rispettare le regole di comportamento virtuoso che servono per evitare il contagio – ha concluso Martinelli –. Crediamo che qualcuno alla fine di questa emergenza dovrà interrogarsi sul perché sono state prese certe decisioni piuttosto che altre e fare in modo che in futuro non abbiano a ripetersi comportamenti così poco rispettosi del lavoro del volontario, che è fornito in modo completamente gratuito“.

“Proprio poche settimane fa avevo accolto l’appello delle associazioni di volontariato a tutela del settore, dei volontari, dei caregiver e degli assistiti: avevo chiesto al Coeso, alla Asl e alla Regione di rispondere alle richieste avanzate sui vaccini, sui tempi di attesa per la somministrazione – ha dichiarato il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. Il mio appello è stato accolto, con l’istituzione di un numero verde a disposizione dei più fragili, avvenuta subito dopo la mia richiesta: la linea InfoFragili, istituita dall’azienda sanitaria per far fronte al problema. Purtroppo abbiamo constato che il numero istituito non è efficace, non dà risposte, crea attese lunghissime e offre poco di concreto. Non si è tenuto conto del lavoro fatto dai volontari e dai caregiver familiari di tante associazioni di volontariato, non solo quelle dei soccorritori. Tra l’altro limitandone il lavoro notevolmente, perché i volontari vaccinati avrebbero potuto offrire molti servizi in più, come fare tamponi alla cittadinanza e offrire quindi prestazioni utili alla cittadinanza. Le associazioni chiedono solamente che i dispositivi previsti dal Decreto di Figliuolo vengano attuati, non chiedono cose che non gli spettano, ma anzi vogliono vedere i loro diritti e quelli degli assistiti rispettati“.

“Purtroppo ancora una volta devo riscontrare che il mondo del volontariato è stato abbandonato dalla Asl e dalla Regione, con decine di richieste rimaste senza risposte, poca trasparenza, tanta disorganizzazione – ha terminato il sindaco – . Fra l’altro, in provincia di Grosseto soltanto il 21% della popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino e ciò dimostra di quanto stia andando a rilento la campagna per contrastare il covid”.

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