AmbienteColline Metallifere

Moria di pesci nel canale Solmine: Luca Sani presenta un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente

Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando, in merito alla moria di pesci che si è verificata domenica scorsa nel canale Solmine, a Scarlino.

Ecco il testo integrale dell’interrogazione presentata da Sani:

“Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Per sapere – premesso che:

l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni, che devono garantire la conformità ai requisiti di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, che costituisce l’attuale recepimento della direttiva comunitaria 2008/1/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (Ippc);

il Decreto legislativo del Ministero dell’Ambiente 29 giugno 2010, numero 128 ‘Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a norma dell’articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69’ disciplina le modalità di rilascio per l’Autorizzazione integrata ambientale;

domenica 4 agosto si è verificata una moria di pesci nel canale (denominato ‘Solmine’) emissario della zona industriale di Scarlino (in provincia di Grosseto), che raccoglie gli scarichi del polo industriale, dove sono presenti gli stabilimenti Tioxide, Nuova Solmine e Scarlino Energia. Tale plesso, di valenza nazionale e risalente agli anni ‘60, assume una particolare importanza per l’occupazione e l’economia locale;

negli ultimi anni si sono verificati, nello stesso luogo, altri eventi simili in cui è stata riscontrata una alta mortalità di fauna ittica;

questo nuovo episodio ha allarmato la comunità e le istituzioni locali. Oltre ai possibili danni per la salute (anche se in tale zona è vietata la balneazione) possono essere incalcolabili i danni di immagine per un territorio a forte vocazione turistico – balneare ed ambientale; questo comparto rappresenta infatti (proprio nel periodo di maggiore affluenza) un volano insostituibile per lo sviluppo sostenibile complessivo sociale economico ed occupazionale;

l’assessore all’Ambiente della Provincia di Grosseto Patrizia Siveri ha dichiarato, il 4 agosto, di aver allertato Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) e la Polizia provinciale, specificando che ‘si era verificato un episodio simile, poi ricondotto a un malfunzionamento del depuratore civile di Follonica. In questo caso, da una prima valutazione il fenomeno della moria di pesce sembra doversi far risalire al cattivo funzionamento di uno degli impianti di depurazione degli impianti industriali dell’area del Casone. Nei prossimi giorni, accertato il motivo della moria dei pesci e la provenienza delle sostanze nocive, ne daremo tempestiva informazione’;

‘il canale ‘Solmine’ – ha reso noto in un comunicato stampa l’Arpat – raccoglie anche le acque di scarico provenienti dal depuratore di Follonica e si immette in mare a Scarlino in zona permanentemente vietata alla balneazione. La Polizia provinciale ha provveduto alla raccolta di esemplari di pesci che saranno inviati all’Istituto Zooprofilattico’;

‘nell’autorizzazione Aia statale rilasciata a Solmine – continua la nota dell’Arpat – nel dicembre 2010 era previsto l’obbligo di installazione, su un punto del canale di ritorno al mare, di un sistema di controllo dell’ossigeno disciolto, della temperatura e della tossicità. Tale sistema non è stato ancora realizzato e tale inosservanza è stata segnalata alle autorità competenti a seguito dell’ispezione ambientale di quest’anno. L’Arpat è ora in attesa dei riscontri delle analisi e dei tabulati dei controlli delle aziende sui propri scarichi e nel canale’.

Se è a conoscenza dell’episodio segnalato in premessa e quali provvedimenti urgenti intende assumere, nelle more delle proprie competenze, per prevenire il verificarsi ulteriori morie di fauna ittica nel canale denominato ‘Solmine’;

per quali giustificati e comprovati motivi non è stata ancora istallato il sistema di controllo dell’ossigeno disciolto, della temperatura e della tossicità (citato in premessa dal comunicato stampa reso noto da Arpat), previsto fin dal 2010 nell’autorizzazione Aia statale rilasciata a ‘Nuova Solmine’”.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Back to top button