Il Ministro Martina al Madonnino: “Orgoglioso di quanto fatto dal Governo, l’agricoltura è in ripresa”

«Occhio a fare i piccoli Trump e a giocare con i dazi come fa Salvini. Non può essere questo il futuro dell’agricoltura italiana. Me lo hanno dimostrato anche le vostre aziende che ho visitato oggi: quando esporti il 40-60% di quello che produci, non ti puoi permettere di giocare con il fuoco, perché metti a rischio anche il futuro di tanti lavoratori».

È arrivata quasi a conclusione del suo intervento nella sala stracolma della cooperativa Vallebruna, al Madonnino, la stoccata del Ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. E quasi tutti i presenti hanno pensato fosse rivolta a Mario Lolini, candidato della Lega, e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto ed entusiasta di Trump, che in mattinata avevano attaccato il Ministro.

«Se possiamo ancora ragionare del potenziale agricolo che c’è in questo Paese – aveva esordito Martinalo dobbiamo all’impegno degli agricoltori e delle imprese che ogni giorno sono sul fronte del lavoro. Noi da parte nostra siamo orgogliosi del lavoro fatto in questi anni, perché quando ci siamo insediati abbiamo trovato una situazione scriteriata: non c’erano politiche agricole impostate né consolidate. Venivamo da 7 anni con 7 ministri dell’agricoltura diversi, ed era evidente l’ostilità profonda del mondo agricolo per la mancanza d’interlocutori. Dal 2013-2014 in poi la squadra del Pd ha cominciato a lavorare per ricostruire un rapporto costruttivo con le filiere, mettendo in campo una vasta opera di riforma e aggiornamento legislativo che ha ricollocato l’agricoltura e l’agroalimentare al centro delle politiche del governo. In questo avendo una sponda affidabile nella Commissione agricoltura della Camera guidata da Luca Sani».

«Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto – ha aggiunto il Ministro dell’agricoltura, ma non abbiamo la spocchia di pensare di aver risolto tutti i problemi perché sappiamo che sono ancora molte le cose da fare. Per questo chiediamo di dare fiducia alla squadra del Pd. Consapevoli di aver fatto un pezzo del lavoro di cambiamento del Paese, ma anche del fatto che ci vuole una seconda stagione di continuità. Perché i cambiamenti profondi non si possono concretizzare i in 3-4 anni di lavoro, ma richiedono più tempo, tanta affidabilità e impegno quotidiano. Tanto più che dobbiamo confrontarci con i problemi del cambiamento climatico che mette in crisi le agricolture di tutto il mondo, oltre a quelle italiana ed europea».

Un passaggio centrale, infine, Maurizio Martina lo ha dedicato ai risultati ottenuti dal Governo. «Nonostante le enormi difficoltà di bilancio – ha spiegato il Ministro, siamo riusciti a destinare all’agricoltura ingenti risorse, eliminando di fatto l’Imu, l’irpef e l’Irap agricola come misure strutturali per dare respiro alle imprese. La stessa Istat ha dato conto di una rinnovata vitalità del settore primario, dove nel 2017 sono state registrate 10.000 nuove aziende aperte da imprenditori agricoli under 35. Con moltissimi ragazzi e ragazze che sono arrivati a questa scelta provenendo da altri settori e corsi di studio, a dimostrazione dell’attrattività dell’agricoltur

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