Pubblicato il: 17 Aprile 2019 alle 17:01

Politica

Crisi economica, Lolini: “Valorizzare agricoltura, turismo e industria per creare sviluppo”

L’onorevole grossetano della Lega Mario Lolini non ha potuto partecipare per impegni in Parlamento all’iniziativa “Sì, Grosseto va avanti“, organizzata questa mattina dalla Camera di commercio di Grosseto per analizzare la situazione economica maremmana.

Lolini ha comunque voluto dare il suo contributo all’iniziativa ed ha scritto una lettera al presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda.

Ecco il testo integrale:

“Caro Presidente,

vi ringrazio per l’invito ricevuto per parlare di argomenti così importanti per il nostro territorio. Purtroppo impegni parlamentari impellenti mi trattengono a Roma ed affido il mio intervento a questa lettera.

Credo che lo sviluppo della Maremma non possa che passare attraverso tre volani: agricoltura, turismo e industria.

L’agricoltura è un settore fondamentale per la nostra terra. La sua vocazione agricola e le sue eccellenze sono riconosciute a livello nazionale ed internazionale, il settore evidenzia notevole capacità di export. Chiaramente c’è da fare di più e, proprio di recente, il Governo si è impegnato con 100 milioni di euro di cui andrà, in parte, a beneficiare il nuovo distretto agroalimentare Toscana Sud con somme che saranno importanti per le nostre aziende. Il Ministero dell’agricoltura e del turismo sta incentivando in maniera massiccia i contratti di filiera che possono rappresentare un ottimo investimento per le imprese del settore, così come il Parlamento è intervenuto nei giorni scorsi per approvare le misure del ‘Decreto emergenze’. Occorre fare di più? Sicuramente e, nel mio ruolo di vicepresidente della Commissione agricoltura della Camera, cercherò di ascoltare il territorio e di essere un tramite con Roma su cui contare.

Il turismo è un altro settore su cui dobbiamo poter investire e farlo sempre meglio. La destagionalizzazione appare inevitabile per attrarre nuovi utenti, soprattutto stranieri, ed attivare investimenti importanti. Qui serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti: della politica e delle imprese. Occorre valorizzare al meglio quello che la Maremma ha da offrire, anche nella diversificazione dell’offerta. Da quella costiera a quella collinare e montana, dal turismo enogastronomico a quello sportivo. Il nuovo ponte sull’Ombrone, inaugurato nei giorni scorsi insieme ai collegamenti ciclopedonali con la città, può rappresentare un simbolo di questo rilancio connesso a quella mobilità dolce che tanto è ricercata soprattutto dai Paesi del Nord Europa. Un’opera che va a beneficio di tutta la Maremma. A questo punto dobbiamo essere in grado di promuovere il nostro territorio attivando quelle forme di promozione che siano al passo con i tempi, ma anche di farci trovare preparati di fronte alle richieste dei turisti.

L’industria è e deve rimanere un motore di sviluppo del nostro territorio. Lo è perché il polo chimico di Scarlino rappresenta una realtà importante, di livello internazionale, con fatturati che non possono essere sottovalutati. Non va poi dimenticata l’incidenza che ha il polo industriale sull’economia locale grazie ad un elevato numero di lavoratori che vi sono impiegati sia direttamente che attraverso l’indotto. Sono convinto che sul polo chimico si debba investire e si debba puntare.

La Maremma dovrà chiaramente superare il suo gap infrastrutturale che si traduce, principalmente, nel Corridoio Tirrenico. Mi sto personalmente impegnando con il Governo per raggiungere l’obiettivo della realizzazione del tratto di 12 chilometri di Capalbio a quattro corsie e per la messa in sicurezza dell’Aurelia a sud di Grosseto. Il progetto, condiviso dal territorio, deve essere ripreso per dare finalmente le risposte attese da cinquant’anni dalla nostra provincia. A Nord, accanto alla risistemazione diventa fondamentale il collegamento, in parte realizzato ed in parte da realizzare, con il porto di Piombino, altra infrastruttura che deve essere sempre più di riferimento per la Maremma.

Per chiudere credo che anche a livello politico si debba ragionare maggiormente di squadra e di territorio. Solo così possiamo raggiungere i risultati sperati. Le troppe divisioni che in Maremma si sono registrate ci hanno, nel corso dei decenni, penalizzato. Stare tutti allo stesso tavolo, politica, mondo produttivo, associativo e sindacale, rappresenta l’unica ricetta per far sentire la nostra voce e poter ottenere quanto auspicato. Partendo dalle risorse necessarie per permettere alla nostra economia di ripartire“.

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