Pubblicato il: 11 Settembre 2017 alle 10:25

GrossetoScuola

“Personale Ata e docenti precari”: il mondo della scuola scende in piazza

Ata e docenti precari pagati con mesi di ritardo; Ata e docenti che restano precari mentre molti sono i posti vacanti; docenti rottamati dopo 36 mesi di servizio; la chiamata diretta dei docenti; assunzioni in ruolo dopo 3 anni a 400 euro al mese; taglio degli organici Ata e docenti; vigilanza insufficiente nelle scuole.

Sono questi i motivi che hanno spinto Ata e docenti di ruolo, ma anche Ata e docenti precari, a partecipare alla manifestazione che si svolgerà giovedì 14 settembre, alle 8, di fronte all’Isis “Leopoldo II di Lorena”, alla Cittadella dello Studente di Grosseto.

La manifestazione è organizzata dai Cobas Scuola di Grosseto.

“Questa la verità: chi pensava di avere una ‘buona scuola’ si trova una scuola alla buona, che si regge soltanto grazie al senso di responsabilità di Ata e docenti, precari e di ruolo – spiega Cosimo Viaggi, dei Cobas Scuola di Grosseto -. Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale D’Agostino nicchia di fronte all’impegno pubblicamente dichiarato ad attuare da quest’anno le convocazioni unificate per i docenti nelle graduatorie d’istituto. Di fronte alla richiesta del mondo della scuola maremmana, il dirigente si nasconde dietro ad una presunta mancanza di volontà dei presidi, che sarebbe molto grave se davvero ci fosse“.

“La richiesta è stata fatta un anno fa: non è mancato il tempo, manca la volontà – sottolinea Viaggi -. Si tratta di attuare, così come avviene venerdì 14 settembre per i docenti precari inseriti nelle GaE, un sistema con un unico luogo e un’unica giornata di convocazione per le classi di concorso, che permetta ai precari, in ordine di punteggio, di scegliere oculatamente tra i posti disponibili in base alla propria posizione in graduatoria e alle venti scuole scelte. Infatti, al momento dell’assegnazione delle supplenze ai precari nelle graduatorie d’istituto, le scuole agiscono secondo modalità organizzative e tempistiche proprie, e per i precari non è possibile avere un quadro completo dei posti disponibili. In tal modo, i docenti si trovano nella condizione di non poter scegliere valutando tutte le opportunità, ma di accettare la prima proposta pervenuta in ordine cronologico per non rischiare di rimanere senza posto, salvo scoprire dopo qualche ora, o nei giorni successivi, che avrebbero avuto diritto a una soluzione più soddisfacente“.

Tale procedura, attuata sempre più diffusamente in altre province, garantirebbe – conclude Viaggi -:

  • maggiore continuità didattica, a vantaggio di studenti e famiglie;
  • scelta maggiormente oculata da parte dei docenti;
  • procedura semplice, simile a quella già collaudata per le GaE (graduatorie a esaurimento)
  • trasparenza nel conferimento delle supplenze annuali“.
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