Crisi del latte, pastori e allevatori in piazza: “A rischio il comparto italiano”

La mobilitazione continua contro un ‘cartello’ di industrie casearie che sta costringendo alla chiusura 12mila allevamenti di pecore in Sardegna, dove si produce circa il 97% del pecorino romano Dop“.

E’ quanto fa sapere la Coldiretti in occasione della manifestazione davanti a piazza Montecitorio a Roma, dove i pastori sardi, con il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, hanno denunciato alle istituzioni nazionali la tragedia del latte di pecora, portando nella capitale tre pecore di nome Verde, Bianca e Rossa per evidenziare una emergenza che è nazionale. Alla mobilitazione davanti a Montecitorio sono intervenuti numerosi parlamentari di tutte le forze politiche e rappresentanti delle istituzioni regionali.

La nostra presenza oggi a Roma, oltre ad esprimere solidarietà nei confronti dei pastori sardi, evidenzia lo stretto legame tra la pastorizia dell’isola e quella toscana e in particolare maremmana – ha detto Paolo Giannini, direttore di Coldiretti Grosseto –, per cui la crisi si abbatte sul comparto mettendo a rischio il futuro di tutto l’allevamento ovino italiano. Vanno nel senso giusto i primi interventi previsti a livello regionale toscano, che puntualizzeremo con la firma del protocollo di domani, ma sono necessari altri provvedimenti e risorse se vogliamo creare solidità strutturale al comparto”.

“E’ a rischio – puntualizza la Coldirettiun settore di eccellenza del made in Italy agroalimentare, che con la pastorizia garantisce presidio socio-economico e ambientale dei nostri territori. Il comportamento delle industrie alimentari offende la dignità dei pastori sardi ed è contro le norme sulla concorrenza. Non sono veri imprenditori quegli industriali che scaricano i costi della loro incapacità di vendere il pecorino sull’anello più debole, i pastori. Di fronte a questa situazione la Coldiretti, che continua la mobilitazione sino alla risoluzione dei problemi, metterà in campo tutte le azioni utili per garantire un prezzo equo ai pastori, comprese le necessarie iniziative giudiziarie per assicurare la corretta applicazione delle norme sulle relazioni commerciali, anche su specifico mandato degli allevatori, e assicurare la piena legalità del funzionamento del mercato del latte. Tutto ciò come previsto dalla vigente disciplina che impone il pagamento di prezzi non inferiori ai costi medi di produzione”.

Importanti risposte sono arrivate sul commissariamento del Consorzio di tutela del Pecorino romano e sui sostegni per le perdite economiche, ma valutiamo positivamente anche l’accelerazione dei tempi con l’incontro di giovedì prossimo al Viminale per affrontare concretamente la tragedia dei pastori sardi. Siamo grati anche per l’impegno ad intervenire rapidamente sulla grave crisi che sta travolgendo gli olivicoltori della Puglia colpiti dal dramma della xylella e delle gelate”.

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini al termine dell’incontro con il vicepremier e Ministro degli Interni Matteo Salvini che ha fissato con il Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio un nuovo tavolo per giovedì 14 febbraio, alle 15, al Viminale sulla crisi del latte di pecora.

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