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Allungamento braccio meccanico, Scotto: “Intervento non più rimandabile”

“Esattamente due anni fa pubblicammo, a mezzo social, un video denuncia riguardo la situazione di pericolo in cui, oramai da troppi anni, versa l’area portuale di Porto Ercole”.

A dichiararlo è Luigi Scotto, capogruppo di “Argentario: il Progetto” nel Consiglio comunale di Monte Argentario.

“Decidemmo allora di documentare, smartphone alla mano, cosa significhi per l’attracco delle imbarcazioni e per gli ormeggi essere esposti al rischio mareggiate – spiega Scotto -. Stabilimmo, insieme agli altri membri del gruppo, di farlo durante l’emergenza covid, perchè volevamo che il clamore determinato dall’emergenza sanitaria sul tema pandemia non distogliese l’attenzione dell’amministrazione rispetto a questo problema che, ancora oggi, è rimasto senza alcuna risposta. In seguito alla denuncia pubblica procedemmo poi, come ‘Argentario: Il Progetto’, a depositare un’interrogazione ad hoc in sede consiliare, affinché il sindaco Borghini potesse darci rassicurazioni su un suo tempestivo intervento”.

“Sono passati ben due anni da allora e, ad oggi, l’amministrazione Borghini non ha fatto alcun passo significativo in avanti. Anzi, pare proprio che la questione dell’allungamento del braccio di Porto Ercole sia del tutto sparita dai radar dell’agenda politica della Giunta – sottolinea Scotto -. Tutto questo mentre il cambiamento climatico in corso, innalzando progressivamente le temperature sulla terra ferma e in mare, e provocando concentrazioni di energia superiore del 60% rispetto al passato, rende il fenomeno delle bombe d’acqua e quello delle mareggiate sempre più frequenti. E quindi l’imboccatura di Porto Ercole come zona particolarmente esposta a fenomeni atmosferici di questo tipo”.

“Una situazione non più tollerabile per i tanti diportisti e per i tanti proprietari di imbarcazione che, senza l’adeguamento dell’opera di contenenimento, sono costretti a vivere sotto la spada di Damocle di questa situazione non certamente gestibile con altri mezzi – termina Scotto -. L’allungamento del braccio e il suo adeguamento strutturale sono divenuti quindi interventi non più rimandabili. Soprattutto se non vogliamo esporre ad un evitabile pericolo una comunità che non chiede altro se non il dritto di vivere in piena sicurezza”.

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