Pubblicato il: 27 Maggio 2013 alle 19:44

Scuola

L’istituto statale Leopoldo II di Lorena fa rinascere il suo laboratorio di informatica grazie al software libero

Nell’attuale situazione di crisi economica e taglio dei finanziamenti alla scuola, l’Istituto stataleLeopoldo II di Lorena” di Grosseto risponde con una soluzione da tempi di crisi: la riattivazione di un laboratorio di informatica con un finanziamento esiguo.

“Ci trovavamo con un laboratorio ormai inutilizzato da anni per la presenza di computer che definirei più che obsoleti e spesso anche non funzionanti. – dichiara il dirigente scolastico Alfonso De Pietro -. Si trattava di macchine del 1999 con processori Pentium 4 e sulle quali era installato il sistema operativo Windows XP. Il risultato, non avendo a disposizione il denaro da investire, era un’aula di informatica praticamente abbandonata”.

“Eravamo in contatto con l’associazione culturale ‘Grosseto Linux Users Group’ e con la Provincia, che per fortuna ci hanno dato una mano. – continua De PietroTutti insieme, ci siamo messi a lavoro per la realizzazione di un laboratorio che potesse avere un costo contenuto, un facile aggiornamento ed una manutenzione semplice, oltre a diffondere dati ed informazioni grazie alla filosofia del ‘software libero’

Con una spesa che si aggira su poco meno di mille euro, è stato installato un nuovo server per il laboratorio di informatica – spiega Claudio Carboncini, che ha provveduto ad installare il server  -. Disponiamo di 13 computer che fanno capo ad un solo server, che ha il compito di gestire tutto il sistema. Il server è costituito da un Pc con un processore intel core 17 e 8 Gb di Ram per permettere la gestione congiunta dei client senza rallentamenti”.

“Il file system a cui l’utente accede è quello del server e praticamente ogni studente lavora come utente nel server e non nel Pc che ha davanti, che serve solo da tramite tra la persona fisica ed il server. – conclude Carboncini -. Su ogni Pc del laboratorio è stata installata una versione di Linux”.

In questo modo, la gestione del sistema è molto semplificata: si può, ad esempio, aggiornare il server e, di conseguenza, tutti i client in pochi minuti. La gestione è facilitata perché in realtà tutti i Pc usano i programmi installati sul server e quindi basta aggiornarli su di esso per avere software “freschi” dappertutto.

Su questi computer – afferma Alessandro Caldarelli, responsabile del laboratorio informatico dell’istituto – gira tutto il software di cui gli studenti hanno bisogno durante le lezioni: infatti, ci sono programmi di geografia, scienza e matematica, ma anche di altre materie”.

I ragazzi lavorano su più computer, ma è come se utilizzassero un’unica macchina – spiega l’ingegner Fabrizio Felici, dell’associazione culturale ‘Grosseto Linux Users Group’ -. Inoltre, l’impiego di Linux garantisce la massima sicurezza ed affidabilità a tutto il sistema, mettendolo completamente al riparo da eventuali virus”.

“Sono davvero contento che questo laboratorio sia tornato di nuovo in vita – ha concluso Alfonso De Pietro -, dato che sono stato uno dei suoi ideatori durante gli anni ’80, quando ero ancora insegnante, e ci sono molto affezionato. Sulla spinta di questa iniziativa e con la collaborazione dei vari insegnanti, abbiamo creato all’interno dell’istituto anche veri e propri registri elettronici e le pagelle digitali al servizio degli studenti. Mi auguro che questo nostro modello possa essere esportato anche in altre scuole locali e non, così da combattere con vigore la crisi economica che rischia di mettere in ginocchio anche il settore dell’istruzione”.

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