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L’Istituto statale Leopoldo di Lorena si autofinanzia con il progetto “Colazioni in cattedra”

Offrire pizze, schiacce e crostate fresche per la colazione agli studenti e destinare i proventi  della vendita stessa di questi prodotti, dopo la copertura dei costi, all’aggiornamento delle attrezzature dei laboratori: questo l’obiettivo del progetto “Colazioni in cattedra”, partito all’Istituto “Leopoldo di Lorena” lo scorso 4 novembre.

Un’iniziativa che al momento vede coinvolte 10 classi dell’istituto di via Meda, il cui numero è destinato a crescere entro febbraio; 15 classi sulle 17 che seguono i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale entro la fine dell’anno dovrebbero infatti collaborare .

Aumentare le ore di pratica professionale; aumentare le occasioni di attività trasversale ai quattro indirizzi (i 2 corsi di enogastronomia, sala e vendita e accoglienza turistica) e simulare le diverse fasi in cui si articola il lavoro di un’azienda di piccole dimensioni sono altre mission che “Colazioni in cattedra” si prefigge.

La distribuzione dei prodotti avviene al bar della scuola ed è gestita dagli studenti dell’indirizzo Sala e Vendita  e il ritiro del prodotto è subordinato al ritiro dello scontrino non fiscale rilasciato dagli studenti dell’indirizzo Accoglienza turistica che gestiscono la cassa. Alla fine della mattina gli studenti dell’indirizzo Accoglienza Turistica effettuano la chiusura di cassa.

“Con la modifica del titolo V della Costituzione la formazione professionale è stata demandata alle regioni. La Regione Toscana ha creduto nella scuola statale ed ha acconsentito al rilascio della qualifica professionale – ha dichiarato il dirigente scolastico Alfonso De Pietro-. Gli IeFP sono percorsi sostenuti e finanziati dalla Regione, ma si svolgono nelle scuole statali. Nell’ambito di questi percorsi è stato elaborato il nostro “Colazioni in cattedra”, che oltre a portare all’attestato di qualifica, ci permette di produrre autonomamente quello che può essere consumato durante la colazione a scuola.

Il tutto – prosegue il dirigente– viene monitorato con degli scontrini non fiscali e l’attività chiuderà a zero perché investiremo in macchine ed attrezzature per la scuola: si tratta di una vera  e propria simulazione d’impresa”.

Ad oggi, l’attività rende circa 300 euro lordi al giorno ed a breve verranno preparati prodotti per gli studenti affetti da intolleranze, in particolare per celiaci.

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