Pubblicato il: 31 Marzo 2020 alle 16:03

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Liberi e Forti: “Il sindaco riesponga la bandiera dell’Unione Europea in Municipio”

L’associazione Liberi e Forti di Grosseto, che si ispira a valori europeisti, con una nota esorta il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna a riesporre la bandiera europea nel palazzo comunale.

“L’Italia, come altri stati dell’Europa centro-meridionale, sta lavorando affinché l’Unione Europea elabori un’azione che possa dare sostegno alle economie nazionali quando, dopo il rientro dell’emergenza Covid-19, le ripercussioni delle chiusure forzate delle attività produttive avranno un inevitabile impatto sulla vita quotidiana dei cittadini – si legge in un comunicato di Liberi e Forti -. Questo è quanto leggiamo in questi giorni. Tuttavia, riteniamo che sia necessario un approfondimento al fine di evitare troppo semplicistiche conclusioni. In questo caso, al di là delle più che legittime critiche che si possono rivolgere alla costruzione europea, non solo durante, ma anche prima l’emergenza Covid, è importante distinguere i livelli su cui è strutturata l’Unione stessa. In altri termini, una cosa è parlare di Unione Europea e un’altra è parlare di Stati membri dell’Unione Europea“.

“In questo caso specifico, al netto delle improvvide dichiarazioni che pure sono giunte da importanti rappresentanti comunitari, sono alcuni Stati membri, e non l’Unione Europea, a porre limiti e condizionalità all’uso di fondi europei nella lotta contro il Covid e contro la recessione che verrà – prosegue la nota -. Liberi e Forti non vuole difendere a priori l’Unione: che il pensiero dell’attuale presidente della Bce fosse sostanzialmente diverso da quello del suo predecessore era noto a tutti, così come era noto il carattere anche troppo conciliante dell’attuale presidente della Commissione europea. Atteggiamenti, entrambi, che mal si conciliano con la situazione di crisi che stiamo affrontando. Ma ciò non toglie che la Bce abbia lanciato un QE da 750 miliardi e che la Commissione stia lavorando per trovare una soluzione alla crisi. Se delle responsabilità nello stallo dell’Unione Europea devono essere cercate, non sono a Bruxelles che si troveranno, ma nelle capitali di quegli Stati membri che per miopia non si scostano dalle proprie fossilizzate posizioni”.

Noi di Liberi e Forti crediamo nell’Unione Europea – prosegue il comunicato -. Ma, e qui sta la questione di fondo, il credere nell’Unione trova solamente in parte fondamento negli ideali che l’Unione Europea incarna, o dovrebbe incarnare. Gli ideali non mettono il cibo in tavola. Spesso si sente dire che l’era degli Stati nazionali è finita. Niente di più sbagliato. C’è chi ha detto, all’indomani del crollo del muro di Berlino, che ad essere finita fosse la storia, per poi essere puntualmente smentiti dalla storia medesima. Lo Stato nazionale non è finito, ma se vuole contare a livello internazionale, ormai deve avere dimensioni continentali. In questo caso, le dimensioni contano, eccome“.

“Noi crediamo – continuano da Liberi e Forti Grossetonella necessità dell’Unione Europea non solo per i suoi ideali di libertà e giustizia, ma anche perché vorremmo vivere in uno Stato che possa essere la prima potenza economica e politica del mondo, in una riedizione di quella che fu la grandezza della Repubblica di Roma, che in tanti, da Giustiniano, a Carlo Magno, a Ottone II e a Napoleone, hanno tentato di ricreare, ma che finora nessuno è riuscito a fare. Si può obiettare, certamente, che si ha voglia a immaginare la grandezza di Roma, se la Germania, l’Olanda e chi per loro, non vogliono dare quella solidarietà che da degli amici ci si aspetterebbe. Giustissimo, ci mancherebbe altro. Ma è proprio perché questi rappresentano egoismi nazionali, che la bandiera dell’Unione dovrebbe essere sventolata. Contro tali egoismi non c’è altra strada. Noi non avremo l’economia più florida, ma dalla nostra abbiamo un bagaglio storico che altri si sognano. Noi eravamo grandi quando gli altri non erano ancora nati”.

“Su questo dovremmo costruire il nostro impegno nell’Unione per ribattere a chi vorrebbe imporre la fredda logica dei numeri. In questi giorni ci è tornata alla mente una poesia del Petrarca (ah, questa quarantena!) o meglio alcuni versi: ‘vertù contra furore / prenderà l’arme, et fia ‘l combatter corto / ché l’antiquo valor / ne gli italici cor’ non è anchor morto’. Con questo spirito – chiudono da Liberi e Forti Grossetoinvitiamo quindi anche il sindaco della città Vivarelli Colonna a riesporre la bandiera dell’Unione Europea. Insieme ce la faremo!

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