Gli studenti a lezione della Nona sinfonia di Beethoven: incontro in vista del concerto al Moderno

Educare ad un ascolto consapevole della Nona sinfonia di Beethoven e far comprendere l’intreccio fra parole e musica, con uno sguardo all’Europa che ha poi fatto dell’Inno alla Gioia il proprio inno.

Sono stati gli obiettivi della speciale lezione nella quale questa mattina gli studenti dei licei Chelli e della II e III media Madonna delle Grazie sono stati coinvolti, in vista della esecuzione, domenica 15 aprile al Teatro Moderno di Grosseto, proprio della Nona Sinfonia. Un grande evento culturale, che ha dato lo spunto agli insegnanti delle scuole Chelli per realizzare un lavoro di approfondimento interdisciplinare attorno ad un’opera fondamentale della storia della musica, ma anche per la letteratura europea e per l’Europa stessa.

“Per fa comprendere quanto significativa sia la Nona Sinfonia e per favorire una formazione a tuttotondo, abbiamo progettato una lezione a sei mani, che ha coinvolti gli insegnanti di musica, Maria Grazia Bianchi, che è anche la direttrice della scuola di musica Chelli; la docente di lettere Maria Antonietta Fiornovelli e l’insegnante di storia e geografia nel biennio del liceo Vito Augugliaro”, spiega la preside Paola Biondo.

E così, attraverso l’insegnante di musica della scuola media è stato possibile stimolare i ragazzi ad un ascolto più consapevole dell’opera di Beethoven, con particolare attenzione all’intreccio tra parola e musica nell’ultimo movimento della Nona, mentre con l’insegnante di lettere del triennio dei licei è stato approfondito il testo “An die Freude” (Ode alla gioia) di Schiller, che connota il quarto tempo della sinfonia stessa, il capolavoro di Beethoven, eseguito per la prima volta nel 1824. Infine, grazie al docente di storia i ragazzi hanno inquadrato meglio il contesto sociale, culturale e politico all’interno del quale l’opera è stata composta, per tracciare, poi, un collegamento fra le opere di Schiller e Beethoven e l’Europa che sceglie Ode alla gioia come suo inno.

“E’ stata un’esperienza coinvolgente – conclude la preside Biondoche ha fatto cimentare gli studenti in un terreno complesso ed articolato. Questa è la didattica che ci piace proporre nelle nostre scuole, che trova agganci nella realtà e nel fermento culturale della nostra città”.

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