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Inceneritore, il Pd scrive ai sindaci: “Non avallate scelte della società che volete acquistare”

Il segretario provinciale del Pd, Giacomo Termine, e i segretari del Pd di Scarlino, Luca Niccolini, e di Follonica, Cinzia Tacconi, hanno inviato una lettera aperta ai sindaci di Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia, che sono i maggiori azionisti della società Iren spa, che ha presentato la migliore offerta per l’acquisto del pacchetto di Unieco Ambiente, al cui interno c’è anche una partecipazione in Scarlino Energia, società proprietaria dell’inceneritore di Scarlino.

Ecco il testo integrale della lettera:

“Egr. Sindaci,

abbiamo appreso dalla stampa che la società Iren SpA ha acquisito il ramo ambiente della Unieco, che vanta la maggiore partecipazione azionaria di Scarlino Energia, società proprietaria dell’inceneritore sito nella zona industriale di Scarlino.

I Comuni di Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia hanno, attraverso delle società controllate, la governance della società Iren SpA.

Ci corre l’obbligo di informarvi che contro l’inceneritore di Scarlino è in corso una battaglia legale dal 1996 che vede attori i Comuni di Follonica e Scarlino insieme al Comitato per il No all’inceneritore. Questa lunghissima battaglia ha portato a sentenze del Tar toscano e del Consiglio di Stato, che hanno annullato le Aia rilasciate a suo tempo da Provincia di Grosseto e Regione Toscana, qui per motivi di brevità riportiamo le motivazioni più significative delle più recenti sentenze del Consiglio di Stato del 2015 e 2019, in breve: Consiglio di Stato sentenza n. 163/2015 ha accolto motivando ‘assume, infatti, valenza assorbente quanto meno la circostanza che lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e el condizioni dei corpi idrici presenti nell’area interessata dallo stabilimento in questione non siano state convenientemente disaminate e considerate, con conseguente sussistenza al riguardo dei dedotti vizi di difetto di istruttoria e di motivazione … ‘ e ancora ‘.. a fronte delle numerose e documentate circostanze di sforamento dei vari valori di riferimento per l’inquinamento sia dell’aria che dei corpi idrici presenti in loco, l’affermazione generale del soggetto proponente l’iniziativa (secondo la quale nella sostanza non verranno apportate sostanziali modifiche al processo degli impianti come attualmente configurati…) doveva essere seguita da una specifica attività istruttoria, in ordine agli effettivi agenti inquinanti già presenti e alla potenziale incidenza che su di essi si sarebbe potuta riscontrare a seguito dello svolgimento dell’attività, oggetto delle istanze della società’.

In questa sentenza si rileva, altresì, l’assenza di un previo e puntuale studio epidemiologico dell’area interessata dalla realizzazione dell’impianto e l’inadeguatezza dell’istruttoria rispetto alla tutela del diritto alla salute. Consiglio di Stato sentenza n. 505/2019 ha accolto il primo motivo di impugnazione motivando ‘il notevole numero, la qualità e il contenuto delle prescrizioni imposte, infatti, inducono il collegio a ravvisare l’incompletezzaq dell’approfondimento istruttorio sul piano tecnico-scientifico condotto dalla Regione e, di conseguenza, l’illogicità e l’incongruenza della scelta fianle emanata’.

‘……. .. l’iter istruttorio non può basarsi su atti di indagine o di ricerca svolti sostanzialmente da privati (come avvenuto nel caso di specie), ma deve anzi tendere alla maggiore implementazione possibile dell’attività amministrativa (e delle risorse pubbliche), per la migliore soddisfazione dell’interesse pubblico, sicchè tali atti di indagine e di ricerca devono pur sempre essere oggetto di un motivato esame da parte delle autorità responsabili delle relative scelte’.

Il secondo motivo di impugnazione è accolto ed è relativo ‘al mancato rispetto delle prescrizioni previste dall’art.8 del d. lgs. n. 133/2005 per la riduzione delle emissioni nell’aria delle sostanze inquinanti prodotte nel corso del processo di incenerimento’.

Il terzo motivo di impugnazione è accolto ‘vanno approfonditi in sede istruttoria gli aspetti concernenti le modalità degli scarichi e le loro emissioni nei corpi idrici (canali e fiumi) a tutela delle acque e della salubrità dell’ambiente, secondo obiettivi di qualità, nonché le eventuali soluzioni tecniche alternative’.

Il quarto motivo di impugnazione è accolto ‘concernente l’impatto dell’inceneritore sulla conservazione dei siti naturali (aree naturali protette, zone di protezione speciale e siti di importanza comunitaria) e l’incidenza dei venti. In un proprio precedente giurisprudenziale, il Consiglio di Stato (Sez,. IV sentenza 4327/2017) ha già avuto modo di richiamare l’attenzione sull’importanza del procedimento di valutazione di incidenza di piani o progetti che possano avere incidenze significative su un sito naturale, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso’.

Il quinto motivo di impugnazione è accolto ‘concernente l’opportunità di effettuare la Valutazione di incidenza sanitaria, motivando……. che la stessa Regione Toscana ha deciso di prorogare il termine per la conclusione dei lavori, salvo però non compiere alcuna attività istruttoria autonoma (rispetto alla mera acquisizione documentale di atti prodotti dalle amministrazioni comunali) durante questo periodo’.

Aggiunge………..’Va condiviso il ragionamento logico-giuridico del primo giudice, sia in relazione all’aspetto di approfondimento del rischio sanitario (l’Azienda sanitaria avrebbe dovuto negare il parere favorevole e compiere ulteriori analisi aggiornate, anziché limitarsi ad esigere particolari cautele); sia il relazione all’aspetto concernente la permeabilità del Canale Solmine (il principio di precauzione impone che vengano messe in sicurezza le rive del corso d’acqua, poiché la penetrazione degli inquinanti nel sottosuolo non è stata esclusa in assoluto)’.

E’ stata promossa una class action da privati presso il Tribunale civile di Grosseto la cui legittimità è stata confermata dalla Cassazione nell’aprile 2020, di cui riportiamo le conclusioni: ……’tenendo conto anche dei dati emersi dall’approfondimento fatto dall’ausiliario medico in termini di ‘segnali di attenzione’ per alcune patologie in vicinanza dell’impianto, affermando di ritenere che ‘vi siano fondati elementi per considerare la ripresa dell’attività di termovalorizzazione della Scarlino Energia, nella sua attuale configurazione impiantistica e gestionale, insostenibile da un punto di vista ambientale e/o sanitario per il contesto dell’area della Piana di Scarlino’. Ciò è stato affermato in particolare sulla premessa che ‘nella condizione specifica si è quindi di fronte ad uno scenario nel quale le conseguenze di eventuali malfunzionamenti e/o incidenti tali da determinare significative immissioni di sostanze inquinanti note cancerogene e pericolose per la salute, si riflettono in rischi sanitari ed ambientali certi e probabili nel tempo’.

“Sulla base di quanto sopra dedotto, deve dunque ritenersi che l’impianto nel suo attuale stato e nella configurazione in cui si trova, qualora messo in funzione sia suscettibile di produrre tutta una serie di immissioni dannose per la salute’………

Il management di Scarlino Energia spa il 20/12/2019 ha avviato le procedure per ottenere una nuova Aia (la settima) e Via per il progetto: ‘Termovalorizzatore e impianto di trattamento dei rifiuti liquidi sdi Scarlino Energia: revamping, ottimizzazione e sviluppo’.

Segnaliamo che il Consiglio regionale toscano in data 17/06/2020 ha votato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta regionale di bloccare la nuova procedura di Aia – Via .

Con questa nostra nota, vogliamo rappresentarvi la contrarietà del territorio a questo impianto, non per la logica ‘nimby’, ma perché il carico ambientale già presente nella zona industriale non consente altri insediamenti, e l’impianto sarebbe utilizzato per smaltire rifiuti speciali provenienti da altri territori.

Pertanto Vi chiediamo, come primi cittadini attenti all’ambiente e al vostro territorio, di non avvallare delle scelte che sono avversate da anni da tutti gli abitanti dei comuni di Scarlino e Follonica.

Sicuri della vostra attenzione e in attesa di un vostro riscontro, siamo a disposizione per fornire (se da voi richiesto) eventuale documentazione di approfondimento, nell’occasione Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti”.

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