Pubblicato il: 10 Ottobre 2016 alle 18:11

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Mabro, la Rsu: “Dalle istituzioni solo silenzio, ma noi non ci arrendiamo”

Sono ormai trascorsi due mesi e mezzo dall’ultimo incontro presso il Ministero e non abbiamo più avuto notizie su quello che sarà il nostro futuro“.

A dichiararlo, attraverso una lettera indirizzata al Ministero dello sviluppo economico, all’ex commissario Paolo Coscione e alla Regione Toscana, è la Rappresentanza sindacale unitaria di Abbigliamento Grosseto, la ex Mabro.

“Tutti tacciono. Tace il Ministero dello sviluppo economico dopo l’ambigua chiusura dell’ultimo incontro: non una data, non un impegno assunto. Tace il commissario, anzi l’ex commissario, che non ha potuto chiedere una seconda proroga del suo mandato impedendo di conseguenza l’approvazione della cassa integrazione, pur lasciando trapelare che sta ancora lavorando per una soluzione – continua la lettera. Ma la realtà è che fin dal 6 giugno ha affermato, in una relazione regolarmente depositata, che per Abbigliamento Grosseto non si è ancora concretizzata la possibilità di riprendere l’attività. Non ha avuto il coraggio di dircelo al Ministero e crediamo che non manterrà la promessa di tornare all’assemblea con qualsiasi risultato fatta a tutte le maestranze quando assunse l’incarico di Commissario“.

“Tace come al solito la Regione Toscana, che ha evitato di assumere qualsiasi impegno persino sull’anticipazione della cassa integrazione, ferma con i pagamenti al 20 d aprile, impedendo di fatto a coloro che, avendo maturato i requisiti al diritto della pensione, oggi si trovano in una situazione di estrema difficoltà – prosegue la Rsu -. Con la fine dell’anno cessano le condizione più favorevoli dell’indennità di mobilità, definitivamente soppressa dalla pessima riforma della Fornero. Noi non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo togliere a diverse delle nostre compagne la possibilità di raggiungere la pensione utilizzando i benefici previsti dalla normativa in vigore, e quindi chiediamo a tutti i soggetti di voler comunicare in tempi rapidi ed in modo ufficiale lo stato dell’arte“.

“Questo non vuol dire che deponiamo le armi…. Quindi riaffermiamo nuovamente la nostra intenzione di non arrenderci, credendo vi siamo le condizioni per un diverso futuro per noi e per questo territorio – termina la lettera -. Una volta a conoscenza di quanto i soggetti citati hanno, o, più probabilmente, non hanno, in corso di realizzazione, decideremo il percorso e le iniziative da intraprendere”.

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